Ex Ilva in sciopero
La morte sul lavoro di un operaio ha allertato i sindacati. Oggi a Roma l’aggiornamento sul possibile acquirente americano
NOVI LIGURE – Lavoratori dell’ex Ilva, oggi Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, di nuovo in sciopero dopo un altro incidente mortale sul lavoro avvenuto nella mattinata di lunedì 2 marzo nello stabilimento di Taranto. Un operaio di 36 anni, Loris Costantino, che lavorava per conto di un’azienda di pulizie dell’indotto dello stabilimento pugliese, è precipitato da un’altezza di oltre 10 metri a causa del cedimento di una griglia metallica nell’area Agglomerato. Si tratta del secondo incidente mortale verificatosi dall’inizio dell’anno nella fabbrica di Taranto. In una nota, Acciaierie d’Italia ha espresso “profondo cordoglio per la tragica scomparsa” e ha confermato che sono state avviate tutte le verifiche per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto. Intanto, i sindacati Fim, Fiom e Uilm nazionali hanno indetto uno sciopero di 24 ore che ha coin- volto tutti i lavoratori diretti e in appalto degli stabilimenti del colosso siderurgico italiano, compreso quello di Novi Ligure. «La perdita di vite umane sul fronte occupazionale rappresenta una ferita aperta nel nostro Paese e richiede un intervento immediato e deciso. Abbiamo denunciato più volte la condizione di pericolosità degli impianti e dei luoghi di lavoro in seguito alle mancate manutenzioni»: questo il commento dei sindacati che, da tempo, rivendicano l’urgenza di interventi di manutenzione strutturali e controlli più severi sugli impianti e sui processi produttivi. Intanto, oggi, giovedì 5 marzo, i sindacati sono stati convocati a Palazzo Chigi per essere aggior- nati sulle ultime novità legate al futuro del gruppo e sulla trattativa di vendita con il fondo di investimento americano Flacks. A fine febbraio, le organizzazioni sindacali si erano autoconvocate a Roma per il prossimo 9 marzo dopo la notizia della possibile sospensione dell’attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento pugliese, ordinata dal tribunale di Milano a partire dal prossimo 24 agosto, nel caso in cui la fabbrica di Taranto non adeguerà l’Autorizzazione integrata ambientale. Al possibile stop della produzione tarantina si è poi aggiunto il rinvio, al ministero del Lavoro, della nuova richiesta di cassa integrazione per oltre 4.500 dipendenti ex Ilva, di cui quasi 200 dello stabilimento di Novi Ligure.
Federica Riccardi

