Dove morirono i partigiani
Di Pier Luigi Feltri«Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani» – disse Piero Calamandrei in un celebre Discorso ai giovani. Costa Pelata, crinale spoglio e ventoso tra Val Coppa e Val di Nizza, è uno di questi luoghi. Qui, tra l’11 e il 12 marzo del 1945, si combatté infatti una delle battaglie decisive della Resistenza oltrepadana, che aprì la strada ai giorni finali della Liberazione. Una lapide e una stele ricordano gli avvenimenti di quei giorni e i caduti in battaglia. E se il fiore che per tradizione accompagna il ricordo dei partigiani è il papavero, che proprio in questo periodo dell’anno fa la sua comparsa nei campi e ai margini delle strade, a Costa Pelata la natura propone anche una fioritura diversa; meno comune, ma di bellezza davvero straordinaria: quella delle orchidee spontanee. Per domenica 26 aprile l’Azienda Agricola Impoggio e l’associazione Volo di Rondine propongono una passeggiata naturalistica dedicata a tale fioritura. L’itinerario, di circa 5 chilometri e mezzo, non va interpretato come un trekking, ma è pensato soprattutto per chi desidera conoscere il paesaggio con attenzione. Il ritrovo è fissato alle 10.30 a Borgoratto Mormorolo; accompagna il gruppo la guida naturalistica Vera Pianetta. Dopo il pranzo al sacco, nel pomeriggio è previsto un approfondimento sulla fauna selvatica locale. Necessaria la prenotazione (per informazioni: 339 4518087). A proposito di fiori, come non citare il ben concepito sistema di sentieri che conducono alla scoperta di questo territorio? Tale rete, che consta di sei sentieri, è stata denominata proprio “il Fiore di Borgoratto Mormorolo” poiché ricorda, in mappa, i petali di una corolla. Il “Petalo 1” consente appunto di raggiungere Costa Pelata da Borgoratto, passando per punti interessanti, come una fonte sulfurea e Pietra Focaia, sito dal quale venivano estratti minerali utilizzati per realizzare acciarini. Sulla via del ritorno vale la pena sostare presso la chiesa dei santi Cornelio e Cipriano di Borgoratto Mormorolo, che sorge sulla sede dell’antica pieve di Memoriola. Sulla facciata sono ancora leggibili elementi murari attribuibili all’XI-XII secolo. Osservando il resto del perimetro si possono notare inoltre una testa marmorea di probabile origine romana, reimpiegata alla base del campanile, e una testa leonina, probabile residuo dell’originaria decorazione scultorea della pieve, reimpiegata nella muratura absidale.pierluigi.feltri [at] gmail.com

