Dal calcolo alla logica

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Di Davide Bianchi

In questi giorni sto lavorando ad alcune pratiche da terminare e a qualche progetto da strutturare per l’anno scolastico a venire. Ci si porta avanti, soprattutto per non ritrovarsi nel mese di settembre con già del lavoro da svolgere ancor prima dell’inizio delle attività didattiche. Nella nostra aula si fa ordine: si fa un po’ di manutenzione ordinaria ai dispositivi elettronici in dotazione (tablet, pc, lavagne touch screen, etc.) e si sostituiscono negli armadi i libri e le guide operative di prima con i testi di seconda elementare. L’anno prossimo dovrò escogitare un modo efficace per introdurre la tavola pitagorica in lingua inglese. Gran parte del mio impegno in Matematica verterà su quello: ci sto già pensando ora perché le così dette tabelline (in inglese “timetables”) rappresentano una vera e propria svolta paradigmatica nel percorso della comprensione della sintassi aritmetica di ciascuno di noi. Per esperienza vi posso dire che se un bambino possiede un’ottima padronanza della tavola pitagorica, non avrà alcun problema più avanti a comprendere e svolgere l’algoritmo della divisione e successivamente a operare agevolmente con le frazioni sia nella riduzione ai minimi termini individuando di volta in volta il massimo comune divisore, sia nei vari esercizi di calcolo della frazione di un intero e viceversa. Ma non è tutto, saper muoversi con disinvoltura tra le quattro operazioni fondamentali, operando indistintamente sia con numeri interi sia con quelli razionali, indipendentemente che siano frazioni o numeri decimali, consente al bambino di acquisire una sicurezza e una padronanza nel calcolo che in un certo senso lo mette al sicuro e lo forgia psicologicamente ad affrontare le sfide matematicamente più complesse, che sono sempre di natura logica. È lì dove il lavoro si fa duro e dove è necessario mantenere la lucidità e il sangue freddo. Se il bambino non avrà problemi nell’effettuare alcun genere di calcolo, allora potrà dedicare tutte le sue energie e risorse mentali e psicologiche alla risoluzione di problemi aritmetici, e farlo senza particolari crisi, ansie o turbamenti dovuti all’insicurezza di non essere in grado di portare a termine l’esercizio. Invece, avendo a disposizione l’intero repertorio di calcolo e sapendolo utilizzare senza difficoltà, l’alunno avrà tutto il tempo necessario a leggere e comprendere con calma il testo e pensare criticamente quale strategia impiegare per risolvere il problema. Ci si emancipa dal calcolo per padroneggiare la logica.

biadav@libero.it

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