I luoghi della maleducazione

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di Patrizia Ferrando

L’argomento suona piuttosto prosaico, e nello stesso tempo è abbastanza delicato; ma vale la pena affrontarlo, per provare a contrastare alcune radicate e diffuse, ma pessime, abitudini. Vi siete mai chiesti quali sono i luoghi dove più spesso s’infrangono, anche da parte di insospettabili, le regole delle buone maniere?

Di sicuro, molti danno il peggio di se stessi quando stanno alla guida o in generale su un mezzo di trasporto. A ruota, tuttavia, nei luoghi di maleducazione viene indicata la toilette, in particolare quella di uffici o locali pubblici. Ovviamente non sto nemmeno a spiegare come sia necessario, senza eccezione alcuna, rispettare ordine, pulizia e lavarsi le mani. Purtroppo a tutti è capitato di constatare i deleteri effetti di quegli individui che rendono vano l’invito a lasciare il bagno come lo si è trovato. In ufficio, il miglior consiglio sta nel rammentare che non siamo a casa nostra. Anche se a volte la tentazione di una pausa rilassata incombe, non mettiamoci a meditare, tantomeno a leggere il nostro giornale preferito o a rispondere ai messaggi nelle chat. E siamo alla difficile voce telefono. Non usatelo in bagno! Tanto per cominciare, il rischio che l’apparecchio finisca in acqua non di rado si concretizza, con tutte le evidenti conseguenze del caso. In più, siete sicuri di voler far sapere i fatti vostri a chi va e viene davanti alla porta o a chi occupa il gabinetto accanto? Meglio, vi pare che queste persone siano interessate piacevolmente dalle vostre faccende? Infine, il suono dello sciacquone non sembrerà certo elegante a chi sta parlando con voi.

I bagni, anche i lavandini, si usano in modo veloce e discreto: un conto è ripassarsi il rossetto o fard, altro trasformare specchio e piano del lavabo in una sala trucco. Se si sporca qualcosa, pure con un pizzico di cipria o un granello di ombretto, si pulisce subito.

Non parliamo, poi, di chi si pettina e nemmeno muove un dito per eliminare traccia delle sue chiome cedue. Altra pessima abitudine sta nel monopolizzare i rubinetti, fermandosi a conversare con l’amica di turno, a confrontare i ciuffi, a scattarsi selfie. Il profumo si può tirar fuori dalla borsa, ma va usato con ragionevolezza, senza inondare di fragranza il locale e altre persone presenti.

Parliamo un momento della coda: capita che ci sia da aspettare. In quel momento meglio attendere con calma, non partecipare a mezze sommosse o dialoghi scomposti e ignorare chi comincia a inveire contro chiunque o tenta d’improvvisare un comizio, e pure chi eccede in atteggiamenti salottieri.

patrizia.marta.ferrando@gmail.com

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