«Progetto antico, nuove esigenze: serve un confronto»
Broni-Mortara. Il sindaco di Stradella, Gianpiero Bellinzona, riaccende il dibattito sul futuro della viabilità tra Oltrepò e Lomellina
STRADELLA – La fragilità dei ponti sul Po, le difficoltà della viabilità quotidiana e la necessità di garantire collegamenti più efficienti per cittadini e imprese riportano al centro del dibattito il futuro infrastrutturale dell’Oltrepò pavese. Le criticità legate al ponte di Bressana e al ponte della Becca riaccendono infatti una questione che il territorio si trascina da anni: la dipendenza da pochi attraversamenti strategici, con conseguenze pesanti ogni volta che un incidente, un cantiere o una limitazione alla circolazione compromette la normale viabilità. In questo scenario, il sindaco di Stradella, Gianpiero Bellinzona, rilancia la necessità di riaprire il confronto sulla Broni-Mortara, non necessariamente per riproporre il progetto originario, ma per affrontare con una visione complessiva i problemi che quella infrastruttura avrebbe dovuto contribuire a risolvere. «Non possiamo più permetterci di affidare la mobilità del nostro territorio a pochi attraversamenti del Po e a infrastrutture che, in caso di problemi, fanno ricadere il peso dell’intero sistema sulle altre. – dichiara Bellinzona – Lo abbiamo visto con il ponte di Bressana, lo vediamo con il ponte della Becca e lo vediamo ogni volta che un incidente, un cantiere o una limitazione alla circolazione trasforma una normale giornata di lavoro in un percorso a ostacoli». Proprio il Ponte della Becca rappresenta uno degli esempi più significativi di questa situazione. Da una parte è prevista una complessa opera di manutenzione straordinaria, dall’altra prosegue il percorso verso la realizzazione del nuovo attraversamento, il cui progetto è attualmente sottoposto alla procedura di valutazione ambientale. Interventi necessari, ma che secondo il primo cittadino non possono esaurire il ragionamento sul futuro della mobilità del territorio. «Un nuovo ponte, per quanto necessario, non può essere la risposta a tutti i problemi della mobilità dell’Oltrepò. Serve una visione più ampia, ser- ve una rete» – continua il sindaco, indicando nella riapertura del confronto sulla BroniMortara uno dei temi che meritano di tornare nell’agenda politica. L’obiettivo non è riproporre semplicemente un progetto concepito anni fa, ma ripartire dalle esigenze attuali della zona. L’autostrada regionale BroniPavia-Mortara era stata pensata per migliorare i collegamenti tra l’Oltrepò e Pavia, realizzare un nuovo attraversamento del Po, offrire un’alternativa all’asse della ex strada statale 35 e connettere la Lomellina alla rete autostradale, attraverso un tracciato di circa 60 chilometri. «Non lo dico per nostalgia di un’opera del passato. Lo dico perché il problema che quella infrastruttura cercava di affrontare esiste ancora oggi» – afferma Bellinzona, evidenziando come le difficoltà della viabilità locale impongano una riflessione che vada oltre le singole emergenze e guardi alle necessità dei prossimi decenni. La questione riguarda direttamente anche il futuro economico e sociale dell’Oltrepò. «Dobbiamo chiederci: quale sarà la viabilità del nostro territorio tra dieci, venti, trent’anni? Quali collegamenti avremo? Quanti ponti sul Po? Come collegheremo Broni, Stradella, Voghera e l’Oltrepò con Pavia, la Lomellina, Milano e la rete autostradale? Come permetteremo alle nostre imprese di competere? Come garantiremo ai nostri giovani di poter vivere qui senza essere costretti a partire anche perché spostarsi è diventato troppo complicato?». Domande che, per Bellinzona, devono tradursi in un confronto istituzionale concreto. La proposta è riportare la Broni-Mortara sui tavoli della Regione Lombardia, del Governo, della Pro- vincia e dei Comuni interessati, aggiornando il progetto sulla base delle nuove esigenze territoriali, ambientali e trasportistiche. «Dobbiamo avere il coraggio di riaprire il confronto. Una grande infrastruttura non deve essere uno slogan: deve diventare un progetto. E un progetto, per essere credibile, deve avere tempi, responsabilità e finanziamenti». A rendere attuale la discussione è anche il quadro della programmazione regionale. Nel febbraio 2026 la Regione Lombardia mantiene nel proprio piano triennale delle opere la Mortara-Stroppiana, con priorità massima e un costo stimato superiore a 369 milioni di euro. L’infrastruttura era stata concepita come prolungamento della BroniMortara verso l’autostrada A26. Un elemento che, secondo Bellinzona, merita un appro- fondimento, perché la mancata realizzazione del collegamento principale rischia di compromettere la piena funzionalità dell’intero sistema. «Questa è una delle questioni che oggi meriterebbero maggiore attenzione politica» – osserva, richiamando la necessità di valutare le opere non come interventi isolati, ma all’interno di una strategia complessiva per la mobilità della Lombardia meridionale. La Broni-Mortara ha incontrato una bocciatura, ma i problemi per i quali era stata immaginata restano irrisolti. La fragilità dei ponti, le limitazioni alla circolazione e la mancanza di percorsi alternativi continuano a mettere in evidenza le difficoltà di un territorio che necessita di collegamenti più efficienti e di una maggiore capacità di rispo- sta in caso di emergenza. Negli scenari regionali relativi alla rete stradale e autostradale per il 2027 e il 2032 viene inoltre indi- cata la realizzazione dell’intervento nel quadro temporale del 2032. Un riferimento che rende ancora più importante chiarire prospettive, priorità e condizioni effettive di attuazione. Ma cosa ne pensano a Mortara? Il primo cittadino, Fabio Farina, interviene sulla questione: «Ringrazio il sindaco di Stradella Gianpiero Bellinzona per aver riportato all’attenzione del dibattito pubblico un progetto che ho seguito dai banchi del consiglio comunale di Mortara fin dagli albori con le Amministrazioni dei sindaci Spadini, Robecchi e Facchinotti. La mia posizione è sempre stata più che favorevole all’opera che andava a sviluppare anche la parte di logistica intermodale con scambio rotaia-gomma. Purtroppo a dieci anni di distanza dalla bocciatura della VIA a opera del Ministero credo che il tempo perso sia difficilmente recuperabile e che l’opera sia oramai tramontata».
Mattia Tanzi

