I carabinieri novesi tra i banchi di scuola

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L’incontro con gli studenti degli istituti tecnici e professionali per il progetto “Cultura della Legalità”

NOVI LIGURE – Oltre trecento sguardi attenti, curiosi e pronti a interrogarsi sul futuro. Anche quest’anno i Carabinieri della Compagnia di Novi Ligure hanno rinno- vato il fortunato appuntamento con gli studenti degli istituti tecnici e professionali del territorio, nell’ambito del progetto “Cultura della Legalità”. L’iniziativa, che coinvolge capillarmente le scuole del novese, si propone di trasformare l’educazione civica da concetto astratto a pratica quotidiana di cittadinanza attiva. Il cuore pulsante dell’incontro ha visto protagonisti i ragazzi del For.Al, della Casa di Carità Arti e Mestieri e del CNOS-FAP di Serravalle Scrivia. Davanti a una platea così vasta e variegata, il capitano Maurizio Mi- stretta, comandante della Compagnia di Novi Ligure, ha saputo toccare le corde della sensibilità gio- vanile, spogliando il ruolo dell’Arma da ogni formalismo. Il carabiniere è stato presentato non solo come garante delle regole, ma come figura di prossimità, pronta a tendere la mano a chi vive un momento di difficoltà o smarrimento. Il dialogo si è acceso attorno a un principio etico fondamentale, quel- lo della reciprocità: “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”. Partendo da questa riflessione sulla gentilezza e sul rispet- to, il dibattito si è spostato sui temi più urgenti della cronaca attuale. Moderati dai docenti, i ragazzi hanno incalzato l’ufficiale con domande dirette, manifestando una forte sete di consapevolezza su argomenti complessi come l’abuso di alcool, il consumo di stupefacenti e le insidie del web. Particolare attenzione è stata dedicata al mondo digitale, dove il confine tra scherzo e reato spesso sfuma in modo pericoloso. Si è parlato diffusamente di cyberbullismo e dei rischi legati ai social network, senza tralasciare il fenomeno delle baby-gang. L’obiettivo è stato fornire ai giovani gli strumenti critici per comprendere che ogni azione digitale o reale comporta responsabilità precise. L’incontro si è concluso con l’immagine dell’uniforme intesa come “porto sicuro”.

Davide Daghino

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