“Cantine Ermes” incontra i soci

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Presentato a Canneto il programma di produzione e il meccanismo di pagamento delle uve

CANNETO PAVESE – Oltre 200 viticoltori erano presenti alla cantina sociale di Canneto Pavese all’incontro di presentazione del progetto di “Cantine Ermes”, la realtà siciliana che a fine gennaio si è aggiudicata immobili e marchio dell’ex coop oltrepadana per 2 milioni di euro. Presenti il presidente di “Cantine Ermes”, Rosario Di Maria, il direttore generale Paolo Di Maria, Salvatore Li Petri, responsabile dello sviluppo aziendale, il direttore commerciale Pietro Parisi e Samuele Lullo, responsabile del progetto Oltrepò. Il presidente Di Maria ha raccontato la storia e l’attività dell’azienda: con 2.513 soci conferitori, una superficie di produzione superiore ai 13.600 ettari, unica cooperativa di primo livello diffusa in sei regioni (Sicilia, Abruzzo, Emilia Romagna, Puglia, Veneto e ora Lombardia) e un fatturato di oltre 130 milioni di euro (dati del bilancio 2023), è il nono gruppo cooperativo italiano. Il direttore commerciale Parisi ha illustrato lo sviluppo della loro linea di bottiglie: l’interesse, in prospettiva, è per i vini tipici del territorio oltrepadano come Metodo Classico Docg, Buttafuoco e Sangue di Giuda. Poi ha preso la parola il manager Li Petri per spiegare il bilancio e il modello di sviluppo aziendale. Per quanto riguarda i pagamenti delle uve, la cooperativa erogherà ai soci acconti mensili sulla vendemmia, da novembre a luglio, poi il saldo alla chiusura del bilancio, in modo da garantire entrate periodiche certe ai viticoltori. Nel mese di luglio, in pratica, è stabilito il saldo della vendemmia precedente e l’acconto di quella successiva, pagato mensilmente ai soci in base all’uva che si porta in cantina. Lullo, responsabile del progetto Oltrepò, infine, ha spiegato in che modo associarsi alla cooperativa (che è unica per tutte le sedi): l’iscrizione costa 52 euro una tantum e poi il socio si accorda entro il mese di giugno con la cantina su quale uva conferire; non c’è l’obbligo di conferimento totale.

Oliviero Maggi

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