Chi si rivede? Classese riesumato!
Vinitaly 2026: territori lombardi e piemontesi protagonisti a Verona con nuovi marchi e risposte concrete ai dazi americani
VERONA – Da 58 anni è un appuntamento atteso non solo a livello nazionale per quanti si occupano di vino, una filiera che parte dalla vigna e arriva ai circuiti di vendita e ai consumatori. È il Vinitaly che lunedì 13 aprile ha aperto i battenti e si conclude oggi, giovedì 15, a Verona. L’Oltrepò pavese è stato protagonista anche in questa edizione con il Consorzio Oltrepò Pavese che ha accolto i visitatori con uno stand consortile di oltre 350 metri quadrati e decine di produttori. In particolare, nel pomeriggio di lunedì, nello spazio di Regione Lombardia, si è tenuta la presentazione del marchio “Classese”, scelto già dal febbraio 2025 per identificare lo spumante Metodo Classico Docg. Nell’occasione si è ripercorsa la storia dell’unicità del territorio nella produzione di Pinot Nero, dal blanc de noirs e il rosé de noirs, dalle prime sperimentazioni dei conti Gancia e Vistarino nel 1850, passando per la nascita dell’associazione produttori del “Classese” guidata da Carlo Boatti una quarantina di anni fa, fino all’introduzione della Docg nel 2007. Una tradizione storica che oggi si trasforma in rilancio per l’intero comparto vitivinicolo locale, puntando sulla qualità e sul coordinamento tra le aziende. La presidente del Consorzio Classese Oltrepò, Francesca Seralvo, ha ribadito che «il “Classese” è la direzione che l’Oltrepò ha voluto prendere per diventare riconoscibile, credibile e leggibile e per rafforzare nel tempo la fiducia dei mercati» sottolineando come il Vinitaly rappresenti una vetrina fondamentale per il vino italiano e un’opportunità per presentarsi in maniera unitaria. Sono già 29 le aziende oltrepadane con 40 etichette che hanno aderito al progetto “Classese” e altre sono attese prossimamente. Tra le autorità presenti all’evento anche l’assessore regionale Elena Lucchini secondo la quale «il Classese è un segnale concreto di unità e visione, elementi fondamentali, che potrà diventare un valido ambasciatore di eccellenza». «L’Oltrepò pavese – ancora le parole dell’assessore Lucchini – si conferma sempre più protagonista, grazie al lavoro di viticoltori che, con competenza, sanno interpretare al meglio l’identità di una terra straordinaria, portando nel calice qualità, eleganza e carattere. Le nostre produzioni raccon- tano una storia fatta di tradizione, cura e profondo legame con il territorio: un patrimonio prezioso, che merita di essere valorizzato e riconosciuto a livello nazionale e internazionale». Anche il vicino Piemonte è stato protagonista di Vinitaly 2026 nel Padiglione 10 dove è stato allestito un’area di ben 700 metri quadrati curata da Piemonte Land of Wine – l’ente che riunisce i 14 Consorzi di Tutela del vino piemontese – con il sostegno della Regione Piemonte, Direzione Agricoltura e Cibo. A spiegare il significato della partecipazione al Vinitaly sono il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore all’Agricoltura Paolo Bongioanni: «La Regione è vicina al mondo vitivinicolo piemontese e lo sostiene su quattro fronti: ricerca, innovazione, promozione e ricerca di nuovi mercati. Unire in una progettualità d’assieme enogastronomia e turismo, sport e grandi eventi è il modo più efficace per accompagnare le nostre imprese vitivinicole nell’essere sempre più protagoniste della crescita del Made in Piemonte. Lo scorso anno Vinitaly arrivò proprio all’indomani del primo annuncio dei dazi da parte di Donald Trump. Un cambio di scenari – ricordano Cirio e Bongioanni – al quale il mondo vitivinicolo piemontese sta reagendo con determinazione: aumento dei costi di produzione dovuti alle guerre e instabilità internazionali; repentino cambiamento dei mercati determinato da dazi, situazioni geopolitiche, accordi commerciali e variazioni del potere d’acquisto; contrazione planetaria di consumi determinata dai cambiamenti di abitudini, in particolare fra le nuove generazioni».
Marco Rezzani

