Vittorio Poma: «È il momento di progettare e sognare il futuro»

Visualizzazioni: 171

Il presidente della Provincia di Pavia, che ha finanziato l’opera con Fondazione Cariplo e Regione Lombardia, ci spiega in questa intervista che cosa la Greenway rappresenta per l’economia di una comunità

Presidente Vittorio Poma, l’inaugurazione del tratto della Greenway da Salice Terme a Varzi è un altro tassello verso il completamento dell’opera. La Provincia anni fa aveva visto giusto dunque?

«La Greenway è un’opera complessa che ha richiesto tempo e risorse. Si è partiti dal recupero del sedime della vecchia linea ferroviaria Voghera-Varzi, sino alla realizzazione per lotti successivi della ciclopedonale fino a Salice Terme. A quel punto Fondazione Cariplo intravede nella mobilità sostenibile un possibile volano di sviluppo per il territorio, un nuovo approccio con cui promuovere e far vivere queste nostre terre. Ed oggi siamo qui a tagliare questo ennesimo importante traguardo.

Mi sia permesso dire che la Provincia, nella scelta del recupero del sedime della vecchia linea ferroviaria, aveva visto lungo e giusto, puntando su un territorio, il nostro, che ha molti punti di forza da fare conoscere e da valorizzare».

Ci dia qualche indicazione su questo nuovo tratto.

«Si tratta di 19 chilometri, la cui realizzazione si è compiuta in 2 lotti che sono poi confluiti in uno unico. Complessivamente i 2 lotti hanno comportato la spesa di 2 milioni e ottocento mila euro, finanziati per la maggior parte da Fondazione Cariplo e poi da Regione Lombardia e Provincia di Pavia.

Quest’ultima ci ha messo circa mezzo milione di euro. Da notare che tutto questo è avvenuto in anni non facili dal punto di vista economico per un ente come la Provincia, eppure ci abbiamo fermamente creduto ed abbiamo fatto di tutto perché l’opera venisse realizzata. Nelle scorse settimane sono stati conclusi i lavori di asfaltatura della pista e di messa in sicurezza dei tratti in corrispondenza dei ponti. E sabato taglieremo il nastro».

Qual è il valore di un’opera del genere?

«Notevolissimo. La pandemia ha ribaltato i valori e ci ha fatto riscoprire cose alle quali prima non davamo il giusto peso.

La Greenway ci aiuta a rivalutare quanto sia importante il turismo di prossimità, la valorizzazione dell’ambiente, la possibilità di avere a pochi passi da casa nostra luoghi e strumenti che ci aiutino a vivere bene e meglio. Inoltre, un’opera del genere ha una capacità incredibile di attrarre turisti non solo locali, ma anche da fuori. È un’operazione di ampio respiro che va ben al di là dei nostri confini provinciali».

Ma per fare questo è necessaria la collaborazione tra i vari attori interessati.

«Certo. È un’opportunità che viene offerta alle istituzioni locali e agli operatori di settore. Suggerisce un impegno corale, di tutti, perché la Greenway diventi un’occasione di conoscenza e valorizzazione del territorio.

Lo spirito deve essere davvero quello di una squadra.

Ciascuno deve fare il proprio lavoro al massimo, ognuno nel proprio settore, ma con un unico obiettivo: quello di sfruttare al meglio le tante opportunità che la nostra zona offre».

Che cosa manca per raggiungere in pienezza questi obiettivi?

«Auspico che la parte pubblica continui nell’opera di marketing territoriale che porti a riscattare l’immagine di un Oltrepò che appare un poco sbiadita e che non rende giustizia alla bellezza e alla ricchezza che hanno i nostri borghi, le nostre colline, le nostre montagne. Il pubblico deve lavorare su questi aspetti.

Ma anche i privati devono fare la loro parte decidendo di scommettere sul territorio, alzando il livello della ricettività e dell’ospitalità e migliorando sempre più la qualità della ristorazione».

A chi obietta che la pandemia ha messo in ginocchio interi settori e che è difficile parlare di sviluppo, cosa si sente di dire?

«La crisi ha morso parecchio e non è ancora finita. Ma è proprio in questi periodi che bisogna progettare, sognare il futuro. Quando siamo usciti dalla guerra bisognava investire e si è investito e il Paese è ripartito. Dobbiamo immaginare che sia così anche per noi e che gli anni a venire siano anni di ripresa e di sviluppo. E la Greenway può essere uno dei propulsori di questo percorso. È la nostra speranza e il nostro obiettivo».

Commenti: 0

Il tuo indirizzo mail non sarà reso pubblico. I campi obbligatori sono segnati con *