Si torna al Museo Diocesano di Arte Sacra. Con una novità

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Dal 18 maggio, nella Fase 2, si possono visitare mostre ed esposizioni. Il pubblico ha l’obbligo della mascherina e si devono mantenere le distanze

Lunedì 18 maggio, in occasione della Giornata Internazionale dei Musei, il Governo ne ha autorizzato la riapertura.

Il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha però spiegato che saranno le singole Regioni a decidere come agire. «È evidente che la differenziazione dal punto di vista epidemiologico delle diverse regioni deve lasciare un margine di autonomia – ha affermato il ministro – ma il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri contiene tutte le prescrizioni necessarie per riaprire le strutture in modo adeguato». In questi giorni i siti artistici e le esposizioni permanenti sono al lavoro per attuare le norme e garantire la sicurezza dei dipendenti e dei visitatori. In Italia il Decreto Rilancio prevede due manovre da 100 milioni di euro l’una.

La prima è per il sostegno dei mancati guadagni e la seconda è finalizzata a promuovere investimenti in favore del patrimonio culturale attraverso la partecipazione di soggetti privati.

Il “Museo Diocesano di Arte Sacra” ha deciso di riaprire sabato 6 giugno, con l’orario tradizionale (sabato e domenica pomeriggio dalle ore 16 alle 19) ma con una novità: una nuova opera che si aggiunge al patrimonio artistico. Si tratta di un dipinto di Scuola genovese, della seconda metà del secolo XVII, che raffigura la Madonna in trono tra i Santi Bovo e Martino, proveniente dall’Oratorio della Madonna della Neve di Poggio, frazione di Montacuto.

Il restauro è stato recentemente eseguito dalla ditta Gabbantichità, con contributi della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e della Fondazione CR Torino. Grazie alla disponibilità del parroco, don Paolo Padrini, e degli abitanti, sarà esposto, anche per motivi di sicurezza, nella sala del Museo dedicata alle opere del sec. XVII. «Per quanto riguarda l’accesso al Museo – ha spiegato Lelia Rozzo, responsabile dell’Ufficio diocesano dei Beni Culturali – stiamo predisponendo un’adeguata informazione sulle misure di prevenzione da adottare. I visitatori dovranno sempre indossare la mascherina durante la visita degli spazi interni e a ogni piano sarà a disposizione il gel disinfettante per l’igiene delle mani. Abbiamo predisposto un percorso di visita, con segnaletica, per favorire il distanziamento interpersonale, prevedendo una separazione tra ingresso e

uscita». Non sarà necessaria la prenotazione per i singoli visitatori, mentre per i gruppi c’è l’obbligo sì: devono chiamare in ufficio, dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 12 (tel. 0131 816609).

La responsabile ha anche espresso la volontà di allestire un evento musicale per il mese di luglio che dovrebbe tenersi nel chiostro. «Questa iniziativa sarebbe un modo per mantenere viva una tradizione che si è radicata negli anni con l’associazione “Amici della Musica” e per richiamare l’attenzione dei tortonesi, e non solo, che in questi mesi non hanno potuto godere di momenti culturali» ha aggiunto la Rozzo. In una situazione in cui i posti aperti e pubblici sono diventati quelli più sicuri, lo spazio esterno può così diventare luogo privilegiato dell’espressione, della produzione e della fruizione culturale. In autunno il Museo diocesano riprenderà le attività divulgative.

«Abbiamo in programma una mostra sul “Barocco Sacro”, – annuncia la Rozzo – che rientra nel progetto MAB CEI e Regione Piemonte». Sui social del Museo si potranno trovare tutti gli aggiornamenti. La speranza è che a giugno i visitatori tornino, anche se tutto dipenderà da come evolverà la situazione nelle prossime settimane. La Direzione Generale Musei del Ministero per i Beni Culturali ha inaugurato la pagina web dedicata all’emergenza per rispondere a tutti i dubbi e alle domande. A giugno anche i Musei Vaticani e le Ville Pontificie saranno operativi e la riapertura sarà accompagnata da un «rinnovato spirito di condivisione» dello straordinario «patrimonio universale di storia, di arte e di fede» come ha sottolineato la direttrice Barbara Jatta.

Daniela Catalano

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