Insieme per ogni vita

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Domenica 6 febbraio, alle ore 10.30, in cattedrale la Santa Messa presieduta dal vescovo con la rete dei Centri per la Vita di Castelnuovo Scrivia, Novi Ligure e Voghera e del Punto d’ascolto di Tortona

La prima domenica di febbraio la Chiesa italiana celebra la 44^ Giornata Nazionale per la Vita, istituita dal Consiglio permanente della Cei, nel 1978, con la finalità di promuovere l’accoglienza della vita, in particolare di quella nascente.

La rete dei Centri per la Vita di Castelnuovo Scrivia, Novi Ligure e Voghera e del Punto d’ascolto di Tortona domenica 6 febbraio, alle ore 10.30, sarà in cattedrale a Tortona, per partecipare alla Santa Messa presieduta dal vescovo Mons. Guido Marini e trasmessa in streaming dai media diocesani. Al termine, sul sagrato del duomo, sarà possibile acquistare le primule, simbolo di rinascita e di speranza. Ogni anno, attraverso il Messaggio della Conferenza Episcopale Italiana, la Chiesa mantiene vigile la coscienza dei cristiani e della società civile sul dramma dell’aborto. Il Messaggio per il 2022 si intitola “Custodire ogni vita” e trae spunto dal versetto biblico “Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse” (Gen 2,15). Il documento parte dalla situazione attuale ancora succube del Covid. Nell’incipit, infatti, i vescovi scrivono: «Al di là di ogni illusione di onnipotenza e autosufficienza, la pandemia ha messo in luce numerose fragilità a livello personale, comunitario e sociale. Non si è trattato quasi mai di fenomeni nuovi; ne emerge però con rinnovata consapevolezza l’evidenza che la vita ha bisogno di essere custodita. Abbiamo capito che nessuno può bastare a se stesso». C’è la consapevolezza di essere come dice il Papa «una comunità mondiale che naviga sulla stessa barca, dove il male di uno va a danno di tutti. Ci siamo ricordati che nessuno si salva da solo, che ci si può salvare unicamente insieme» (Papa Francesco, 20 ottobre 2020). «Ciascuno ha bisogno – scrive la Cei – che qualcun altro si prenda cura di lui, che custodisca la sua vita dal male, dalla solitudine, dalla disperazione. Questo è vero per tutti, ma riguarda in maniera particolare le categorie più deboli, che nella pandemia hanno sofferto di più e che porteranno più a lungo di altre il peso delle conseguenze che tale fenomeno sta comportando».

Il pensiero del Consiglio Permanente è stato rivolto «alle nuove generazioni e agli anziani».

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