Senza mani ciao, ciao

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di Silvia Malaspina e Carolina Mangiarotti

Dopo due anni di restrizioni e divieti causati dalla pandemia, abbiamo finalmente ripreso una routine normale nel lavoro, nel tempo libero e soprattutto nei viaggi: gli spostamenti senza motivi di impellente necessità e senza il corredo della famigerata autocertificazione, vengono maggiormente apprezzati, proprio perché ne siamo stati privati per molto tempo.

Abbiamo assistito al ritorno dei turisti nelle nostre meravigliose città d’arte, mentre sui litorali sciamano truppe di bagnanti colore aragosta. Anche noi siamo coinvolte in questo generale “liberi tutti” e abbiamo visto concretizzarsi la possibilità di usufruire di un voucher per una vacanza studio il cui utilizzo era previsto per luglio 2020, auspicato e poi annullato per luglio 2021 e infine realizzatosi in una partenza il 19 giugno.

La scelta della meta è stata effettuata nella primavera, tra non poche discussioni: «Se fosse per te mi manderesti all’estero a San Marino! In Inghilterra dovevo andare quando avevo 16 anni, adesso ne ho 18, mi sembra giusto allungare il raggio d’azione oltreoceano. Ho notato sul catalogo un college stupendo a Miami.» «Non se ne parla nemmeno! Miami è una città pericolosissima: tu non ti rendi conto, hai sempre vissuto nella bolla di una città di provincia… cerchiamo una destinazione più tranquilla.» Grazie al provvidenziale intervento della diplomatica addetta dell’agenzia organizzatrice, si addiviene a più miti consigli e si sceglie una città universitaria sulla costa californiana, in un college vicino al mare, per la gioia della studentessa, munito di un rigido protocollo, almeno sulla carta, per la salvaguardia del sistema nervoso della genitrice.

I giorni immediatamente precedenti la partenza sono contraddistinti da ferventi impicci burocratici: «È incredibile! Ma quanti documenti bisogna produrre per entrare negli Stati Uniti? Cosa pensano, che io sia una terrorista? Chiedo un permesso di soggiorno breve per motivi di studio, non voglio trasferirmi là per tutta la vita! Ti sei ricordata l’assicurazione sanitaria? Se mi dovessi ammalare e non avessi l’assicurazione, bisognerebbe stipulare un mutuo per assolvere alle spese.» «Tranquilla, è tutto a posto. Tu ricordati che hai meno di 21 anni e, di fatto, per la legge americana sei minorenne, quindi riga diritto, altrimenti ti rimettono sul primo aereo e ti rispediscono a casa.»

E arriviamo al giorno x: nel tragitto verso Malpensa si sprecano le raccomandazioni polivalenti, rese pregnanti da larvate minacce, mentre la reazione della destinataria vira all’atarassia: «Ho capito tutto, non sono stupida, stai tranquilla: non invidio papà che ti dovrà sopportare tre settimane con quest’ansia! Piuttosto, non vorrai per caso accompagnarmi all’imbarco e farmi ciao ciao con la manina! Ci salutiamo per bene in macchina, ma in aeroporto cerchiamo di mantenere un certo contegno!»

silviamalaspina@libero.it

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