San Jean-Charles Cornay

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Il 19 giugno 1988 san Giovanni Paolo II canonizzava 117 martiri uccisi in Vietnam e tra questi vi era il sacerdote francese Jean-Charles Cornay che la Chiesa commemora il 20 settembre. Nato a Loudun, nel dipartimento francese di Vien-ne, il 27 febbraio 1809, studiò al collegio di Saint-Louis di Saumur e poi in quello dei Gesuiti di Montmorillon.

La sua vocazione sorprese i suoi genitori e quando espresse il desiderio di divenire missionario incontrò da parte loro incomprensione. “Lasciami solo andare a Parigi, avrò almeno tre anni per restarci e lì avrò tutte le strutture per esaminare la mia vocazione, tutti i mezzi per prepararmi ad essa, se è vero”: così scrisse alla madre per convincerla a fargli trascorrere un periodo presso il seminario delle Missioni Estere di Parigi, proprio durante la rivoluzione di luglio, nel momento in cui fu preso quale bersaglio.

Nel 1831 fu ordinato diacono.

Lo stesso anno lasciò la Francia per la provincia cinese del Sichuan. La partenza improvvisa per le missioni fu dovuta alla sostituzione di un altro missionario. La sua destinazione doveva essere Seu-Tchouan in Cina molto lontano dalla costa. Sbarcò a Macao dopo sei mesi di viaggio, giunto nel Tonchino, l’attuale Vietnam, nel pieno periodo della persecuzione anticristiana e decise di restarvi. Fu ordinato sacerdote il 26 aprile 1834 presso Hanio dopo un viaggio sul fiu- me Rosso camuffato da cinese.

Durante il difficile periodo in cui esercitò il suo ministero fu sempre calmo, allegro e, anche se la sua salute era precaria a causa di problemi oftalmici, non si risparmiò mai.

Nel 1837, a seguito di una denuncia, fu accusato di essere il capo di una falsa setta, di fomentare una ribellione e fu fatto prigioniero. Prima fu gettato su di una stuoia e lasciato a lungo esposto ai raggi del sole; poi chiuso in una gabbia e obbligato a cantare per i suoi persecutori e lui decise di intonare la Salve Regina.

Per decreto dell’imperatore Minh Mang fu condannato alla massima pena (squartamento, seguito dalla decapitazione).

Il Cornay fu torturato e sotto i suoi occhi lo furono anche tre catechisti fino a quando il 20 settembre 1837 la sentenza fu eseguita con una variante, prima fu decapitato e poi smembrato, presso la fortezza di Son Tây, non lontano da Hanoi, e la sua testa fu gettata nel fiume. Prima di morire a soli 28 anni, scrisse ai suoi genitori: “Quando riceverete questa lettera, mio caro padre, mia cara madre, non addolorate per la mia morte; acconsentendo alla mia partenza, avete già fatto la maggior parte del sacrificio”.

Le sue spoglie riposano nella chiesa a lui dedicata a Chieu-Ung. Fu beatificato il 27 maggio 1900.

Daniela Catalano

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