L’alunno seminarista: «Bontà e sorriso nel rapporto con gli altri»

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Don Francesco Laria è un giovane sacerdote di 39 anni della diocesi di Genova, parroco a San Rocco di Principe nel centro della città e assistente diocesano del Settore Adulti di A.C., che ha conosciuto Mons. Guido Marini, mentre era in Seminario, come insegnante di Diritto canonico e poi come direttore spirituale a partire dal 2004. Lo ricorda come un maestro preciso ma con un’ottica pastorale.

«Aveva un’impostazione molto concreta e pratica che sapeva rendere l’insegnamento del Diritto molto interessante. – spiega don Francesco – Lui era uno dei due padri spirituali del Seminario genovese e la sua era una spiritualità molto profonda».

Con l’arrivo del cardinale Tarcisio Bertone, Mons. Marini, terminato l’incarico di segretario vescovile, è andato ad abitare in Seminario. «Spesso – racconta don Francesco – mi capitava di vederlo in cappella immerso nella preghiera personale e nella recita del Rosario, sempre con la sua veste talare e in atteggiamento di raccoglimento. Mentre studiavo, per un anno, sono stato cerimoniere del Seminario e ho collaborato in modo diretto alle celebrazioni della cattedrale. In quel periodo ho potuto scoprire la sua attenzione liturgica ma anche spirituale. Ha sempre voluto che i seminaristi avessero per loro un momento di preghiera davanti al tabernacolo prima di iniziare la liturgia».

«Con noi seminaristi ha saputo mostrarci un’accoglienza misericordiosa unita alla capacità di far capire le cose che non andavano con atteggiamento paterno. In lui bontà e sorriso nel rapporto con le persone vanno sempre di pari passo – conclude don Laria – e riesce a dire bene quello che vuole comunicare. Ricordo con piacere che dopo la sua nomina accanto al Papa, mi aveva chiesto di collaborare come cerimoniere nella celebrazione di inizio anno pastorale diocesana anche se non ero più un seminarista ma un giovane sacerdote. Solo più tardi ho capito che il suo era stato un atteggiamento di estrema delicatezza nei miei confronti, perché pochi giorni dopo è partito per Roma».

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