La visita alle Piccole Suore Missionarie della Carità

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La Messa celebrata da Mons. Marini nella Casa Madre dell’Opera “Don Orione”

TORTONA – Martedì 8 febbraio per la Casa Madre delle Piccole Suore Missionarie della Carità di Don Orione è stato un giorno di festa in famiglia e di gioia.

Il vescovo, Mons. Guido Marini, nel pomeriggio, è giunto per una visita di fraternità alla comunità e ha celebrato l’Eucaristia.

Ad accoglierlo, sulla porta della “Casetta delle quattrocento lire”, la madre generale Madre Maria Mabel Spagnuolo, la superiora provinciale, suor Maria Gemma Monceri, la vicaria della Casa Madre, suor Maria Eliodora Vetturini insieme a un gruppo di consorelle. Hanno concelebrato i sacerdoti orionini don Renzo Vanoi, rettore del Santuario, don Virgilio Merelli, cappellano delle suore, don Alessio Cappelli direttore della Casa Paterno insieme a don Maurizio Ceriani, vicario episcopale per i religiosi e i diaconi per- manenti, che segue con costanza e dedizione il cammino delle comunità religiose della diocesi. Erano presenti Armanda Sano, coordinatrice del Movimento Laicale Orionino (MLO) e un gruppo di laici.

Il vescovo ha visitato il luogo nel quale Don Orione sentì la voce del Signore che gli parlò attraverso la statuetta del Sacro Cuore, dicendogli: «Da qui partirà la mia misericordia e la mia gloria». Poi è stato accompagnato nella storica cappellina dove ha sostato per una breve adorazione al Santissimo Sacramento, prima di recarsi processionalmente nella Cappella della Casa per la Messa. Suor Gemma, ha rivolto al vescovo parole di benvenuto a nome di tutti i presenti.

Nell’omelia Mons. Marini ha sottolineato alcuni aspetti importanti per la vita di ciascuno, prendendo spunto dalla lettura tratta dal primo libro dei Re nella quale Salomone porta a conclusione la grande opera che Davide gli aveva affidato e che il Signore si attendeva da lui: la costruzione del tempio.

«Salomone ci ricorda la bellezza di vivere nella dimora di Dio. – ha spiegato – Oggi siamo chiamati a considerare però un’altra dimora: la Sua volontà, nella quale dobbiamo sempre più stare e abitare nella gioia e nello stupore. Conserviamo nell’anima la gioia straripante di chi avverte che il Dio del cielo è qui con noi sulla terra e condivide i passi del nostro cammino». Ha concluso esortando a rivolgere sempre lo sguardo a Don Orione, il santo fondatore, per chiederne intercessione. Prima della benedizione, Madre Maria Mabel ha ringraziato il pastore diocesano. «È bello ritrovarsi con Lei in questa Casa Madre – ha detto – che è un luogo molto significativo non solo perché si incontrano le consorelle che hanno dato la vita nelle varie missioni della Congregazione ma perché s’incontra l’intera famiglia carismatica». A nome di tutta la comunità della casa, la vicaria, suor Maria Eliodora, che per molti anni è stata superiora e animatrice spirituale delle suore, si è rivolta al vescovo dicendogli con tutto il cuore: «Le suore la aspettano ancora. Questa è la prima di tante altre occasioni, da vivere insieme con semplicità ma con tanta gioia, di un incontro vero tra il Pastore e le sue suore.

Le assicuriamo, fin da ora, la nostra continua preghiera per il suo ministero». Al termine, Mons. Marini ha salutato e dialogato in fraternità con le suore. Di questa giornata di festa in famiglia, rimane nel cuore il ricordo delle parole del vescovo: «Dio prima di tutto, il suo primato, a Lui con tutto il cuore con la meraviglia di saperlo qui vicino con noi». Le Piccole Suore Missionarie della Carità e tutta l’opera Don Orione vogliono camminare accanto al loro pastore, proprio come aveva sempre voluto il fondatore.

Fabio Mogni

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