La signora che ha la neve in casa tutto l’anno

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Angela Megassini, di Voghera, colleziona boules de neige. Ne ha più di 2.500 pezzi che sono stati presi in prestito anche dai set di molti film. Ecco da dove nasce questa sua passione

«C’è una signora a Voghera che ha la neve in casa tutto l’anno»: così, tempo fa, un giornalista di Rai Tre presentava Angela Megassini, originaria di Alzano Scrivia e una delle più famose collezioniste italiane di palle di neve. Dal 1991, anno del suo matrimonio con il celebre musicista Fabrizio Poggi, a oggi, ne ha raccolte più di 2500 esemplari. Tutto ha avuto inizio durante il viaggio di nozze a Salisburgo, quando il marito le ha regalato la prima, con all’interno un timido orsacchiotto, che nasconde dietro la schiena un fiore. L’originalità della sua raccolta è dovuta al fatto che lei non colleziona solo palle di neve a soggetto natalizio, che sono le più diffuse su scala planetaria. In realtà quelle di Natale non le piacciono particolarmente e ne ha davvero poche. Tantissime, invece, custodiscono soggetti unici. Ci sono le palle ispirate a film come la “Famiglia Addams”, a occasioni speciali, ad avvenimenti importanti, a paesaggi e a personaggi dei cartoni animati, soprattutto della Disney o risalenti al passato. Tra i pezzi forti c’è un orologio Swatch che ha una boule de neige al posto del quadrante e un’altra con Spiderman su cui scendono dei ragnetti al posto dei fiocchi bianchi.

Agli albori della sua avventura per Angela trovare le palle di neve era un’impresa complicata. Spesso le faceva arrivare dall’America o andava a scovarle durante i suoi viaggi per il mondo. Tutti gli amici sapevano che per farla felice dovevano regalarle le palle di neve che incontravano sul loro cammino. E così il numero cresceva come la fama di Angela. La televisione e il cinema l’hanno chiamata per raccontare la sua passione e mostrare il suo tesoro. È stata ospite di Roberta Capua, Marisa Laurito, Antonella Clerici e in diverse trasmissioni televisive. E molti registi le hanno chiesto di poter utilizzare dei suoi pezzi sui set cinematografici come Aldo, Giovanni e Giacomo e Alessandro Baricco. Numerose le mostre da nord a sud dell’Italia e tante le persone, soprattutto bambini, che sono state conquistate da un universo dove arte e fantasia si fondono.

Quest’oggetto dall’aspetto particolare, che rievoca atmosfere d’altri tempi, è formato da una sfera trasparente in vetro o in cristallo e al suo interno sono posizionate delle scene o dei paesaggi immersi in un liquido trasparente che è acqua distillata con una sostanza che, cadendo, crea suggestive nevicate. Nei modelli più recenti la neve è fatta scendere da appositi meccanismi, e non più dallo scuotimento del liquido con un semplice gesto della mano.

La palla in vetro con neve fu presentata per la prima volta all’esposizione universale parigina del 1878 e da allora si è diffusa in tutto il mondo conquistando le simpatie di grandi e piccini. Alcune sono prodotte a mano in una serie limitata e numerata di esemplari, mentre altre sono più commerciali. Pregiate e introvabili sono quelle con la base fatta di conchiglie e il vetro della palla soffiato a mano. Anche i prezzi variano in base all’antichità, alla difficoltà di realizzazione, all’unicità del soggetto e alla grandezza. Per raccontare i segreti e le meraviglie delle “snoglobes”, la Deagostini, qualche anno fa, ha realizzato una raccolta a fascicoli. Quando la casa editrice è stata informata dell’esistenza di questa grandiosa collezione, ha deciso di mandare tre fotografi a casa di Angela, per una settimana, a realizzare molti degli scatti che si trovano all’interno delle pagine.

«Nel mio viaggio nel mondo delle palle di neve – spiega Angela – ho conosciuto un’altra donna collezionista che aveva iniziato molto tempo prima di me e persone che si sono lasciate attrarre da questa passione, come un mio amico che ha addirittura imparato a realizzarle. Lui ha creato una torta a più piani sulla quale ha collocato la palla di neve con dentro degli sposini con il mio nome e quello di Fabrizio e la sua invenzione ha riscosso molto successo». Nei ricordi della donna si percepiscono l’entusiasmo e la gioia di parlare delle sue “creature” custodite tra le mura di casa, in una enorme credenza, ma pronte a svelarsi a quanti vogliono conoscerle. Alcuni anni fa Angela ha donato alcune palle al Comune di Tortona che ha realizzato una mostra molto apprezzata. Oggi, però, ha deciso di sospendere la ricerca di nuove palle sia perché lo spazio per raccoglierle si sta esaurendo sia perché nella sua eclettica curiosità si è dedicata alla stesura di un libro che è uscito sabato scorso per Primula editore. Nel volume, che s’intitola Volevo fare la deejay – Storie di campagna e di musica, racconta una piccola parte delle sue esperienze personali che l’hanno portata a scoprire innumerevoli luoghi e persone e a capire che è importante «vivere il momento e non aspettare, perché la vita è adesso». In fondo, anche le palle di neve «sono come la vita. Agitata di tanto in tanto, a volte libera come i fiocchi che scendono e a volte chiusa come in una sfera di cristallo».

Daniela Catalano

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