La donna che fece edificare la cattedrale

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500 anni fa nasceva Cristierna di Danimarca, ultima duchessa di Milano. Dal 1578 al 1590 governò Tortona e le diede un’inconsueta celebrità

Già in passato le colonne del nostro giornale hanno ospitato interventi su Cristierna di Danimarca, ultima duchessa di Milano, che per dodici anni, dal 1578 al 1590, governò Tortona, sua città dotale, segnando una dei più fecondi periodi per la storia della città.

Basti ricordare che a lei si deve l’edificazione dell’attuale cattedrale.

Ne torniamo a parlare perché sarebbe ingiusto, per la memoria e per la riconoscenza che la città le deve tributare, passare sotto silenzio i 500 anni dalla sua nascita.

Cristierna, infatti, secondo la storiografia più accreditata, nacque il 5 dicembre 1521 nel castello di Nyborg in Danimarca. Il padre era Cristiano II re di Danimarca, monarca assai discusso, travolto un anno dopo la nascita della figlia da una rivolta che lo spodestò, finendo i suoi giorni in prigionia. L’ascendenza da parte materna fu assai più importante, sia dinasticamente sia per gli sviluppi della vita della piccola Cristierna. La madre Isabella d’Asburgo era figlia di Giovanna “la Pazza” di Castiglia e di Filippo il Bello di Borgogna; portava il nome di Isabella in omaggio alla nonna materna, che era stata la grande Isabella di Castiglia, finanziatrice del viaggio di Cristoforo Colombo. Isabella d’Asburgo aveva come fratello Carlo V, il sovrano sul cui impero “non tramontava mai il sole”, che nutriva verso di lei un affetto tenerissimo, riversato in seguito sulla piccola Cristierna.

Orfana di madre a quattro anni e col padre prima impegnato a recuperare il trono danese e poi prigioniero a vita dei suoi nemici, Cristierna e i fratelli, Hans e Dorotea, vissero nelle Fiandre sotto la tutela del potente zio Carlo V e vennero educati come principi di Casa Asburgo, destinati ad essere importanti soggetti delle politiche matrimoniali del casato sullo scacchiere europeo del secolo XVI. Cristierna visse l’infanzia e l’adolescenza nelle corti fiamminghe di Gent, Malines e Bruxelles, educata prima dalla prozia Margherita d’Austria, sorella del nonno materno, e poi dalla sorella della madre Maria d’Ungheria. Nel 1531 un altro dolore colpì la vita della bambina: la morte del fratello maggiore Hans.

Cristierna si ritrovò in seguito, a soli tredici anni, inserita negli ingranaggi della politica asburgica, quando lo zio Carlo V la diede in sposa a Francesco II Sforza, ultimo Duca di Milano della casata sforzesca. Francesco II aveva ottenuto il trono avito nel 1521 proprio grazie a Carlo V, restaurando l’indipendenza del Ducato. Tuttavia, a causa della pesante influenza asburgica e della presenza di truppe imperiali nei suoi territori, ribaltò la sua alleanza e si unì alla Lega di Cognac contro Carlo V, alleandosi con la Repubblica di Venezia, la Repubblica fiorentina, il Pontefice Clemente VII e il Regno di Francia. Francesco II si illuse di avere l’appoggio di Fernando Francesco d’Avalos, marchese di Pescara, comandante delle milizie imperiali in Italia, che avrebbe tradito l’imperatore. L’Avalos invece tradì i congiurati, rivelò il complotto e fece scoppiare la guerra. Il Duca Francesco II fu rapidamente soverchiato dalle truppe imperiali, anche se riuscì a mantenere il controllo su alcune città e piazzeforti del Ducato, finché ottenne di riappacificarsi con Carlo V, anche se dietro il pagamento di un pesantissimo risarcimento, che impoverì ancora di più lo stato milanese.

A suggello della nuova politica nel 1534 Carlo V diede in sposa a Francesco II la giovanissima nipote. Nell’operazione furono determinanti, sia per i buoni rapporti che avevano con l’imperatore sia per l’influenza esercitata sul duca, i fratelli Stampa Massimiliano e Caterina Bianca, che era contessa di Silvano Pietra. A lei fu affidata la preparazione delle nozze, a suggello della definitiva alleanza. Vista l’influenza della Stampa su Francesco II, non è difficile pensare che si debba proprio a lei il suggerimento di dare in dote alla giovane sposa la città di Tortona, strategica piazzaforte ai confini meridionali del Ducato e chiave militare per il controllo della via per Genova, in un momento in cui il duca doveva riguadagnare la fiducia di Carlo V.

Caterina Bianca anticipò pure le spese per il matrimonio ducale ed ebbe il compito di allestire le feste nuziali. Stilò l’elenco dei doni che il consorte inviò a Bruxelles alla giovanissima fidanzata, sposata poi nella capitale fiamminga per procura, proprio dal fratello Massimiliano Stampa; inoltre, la contessa fece approntare la carrozza che avrebbe ricevuto a Milano la futura sposa, facendo giungere da Cremona la sua “carretta” nuziale, cioè un veicolo leggero di rappresentanza, costoso, dorato, intagliato all’antica, da usare come modello.

Cristierna ricevette nelle Fiandre in dono dal suo promesso sposo, tra le altre cose, due paia di maniche d’oro, d’argento e di seta, due cuffie, due colletti e due paia di calze, frutto della delicatezza femminile di Caterina Bianca. Il 3 maggio 1534 la tredicenne principessa danese fece il suo ingresso solenne a Milano.

«Veramente più gera (fiore) divina che umana», raccontano le cronache incantate dalla sua grazia; il giorno successivo celebrò le nozze con il duca, in uno scenario di elegante sontuosità, che fece dimenticare per un momento la triste situazione del Ducato, teatro da trent’anni della guerra tra Francia e Spagna. Rimasta vedova già l’anno successivo al matrimonio, Cristierna andò in seguito sposa a Francesco I di Lorena; nuovamente vedova nel 1545, resse il Ducato in attesa della maggiore età del figlio Enrico. Infine si ritirò a Tortona, sua città dotale, sempre amata e le diede un’inconsueta celebrità per oltre un decennio.

Maurizio Ceriani

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