«Il punto nascite deve riaprire»

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STRADELLA – «Non è più possibile ritardare la riapertura del punto nascite all’ospedale di Stradella»: è questo l’appello dei gruppi consiliari di minoranza “Torre Civica” e “La Strada Nuova” dopo che, nei giorni scorsi, si è verificato il secondo parto, nel giro di un mese, nel Pronto soccorso del presidio ospedaliero oltrepadano.

Anche in questo caso una mamma si è presentata ai medici che non hanno fatto in tempo a organizzare il trasferimento a Voghera e hanno fatto nascere il bimbo in Pronto soccorso. Mamma e bimbo stanno bene, ma questo nuovo episodio riporta di attualità il tema della riapertura del punto nascite, chiuso dal marzo scorso dopo l’accorpamento a Voghera e non ancora riaperto, nonostante si fosse mosso qualcosa a fine ottobre, ma poi il rapido aumento dei contagi ha rimandato tutto a data da destinarsi.

Se ne è parlato anche durante il consiglio comunale di lunedì sera e il sindaco Alessandro Cantù ha ribadito l’impegno dell’amministrazione comunale nel chiedere la ripresa di tutti i servizi del presidio ospedaliero, una volta che la situazione sanitaria sarà migliorata: «Capisco le perplessità che sono di tutti. – ha detto il primo cittadino – Noi monitoriamo costantemente la situazione. Tutte le iniziative per la riapertura del punto nascite, da qualunque parte arrivino, saranno da me supportate».

«Prima o poi dovranno spiegare i veri motivi di questa scelta assurda e punitiva nei confronti del nostro ospedale. – commenta il capogruppo di “Torre Civica”, Piergiorgio Maggi – Abbiamo raccolto firme, i sindaci sono andati in Regione, le solite vuote e vane promesse, nessun risultato. È dal 2015 che combatto con alterni risultati per la vita e per l’autonomia del presidio di Broni Stradella, per Ostetricia, per il punto nascite.

Siamo arrivati al capolinea. Chi ha responsabilità se le assuma fino in fondo e spieghi alla popolazione e ai dipendenti dell’ospedale cosa vuole fare di questo presidio».

Gli fa eco il capogruppo de “La Strada Nuova”, Mattia Grossi: «Da troppo tempo chiediamo risposte in merito, è ora che chi ha la responsabilità di queste scelte dica cosa vuole fare per questo reparto. – aggiunge – Fortunatamente la mamma e il bimbo stan no bene, ma è necessario un reparto funzionante al 100% per poter prestare la dovuta assistenza medica anche ai casi più urgenti o quando subentrano complicanze.

La pandemia dovrebbe aver insegnato che i servizi sanitari devono essere implementati e non ridotti».

Oliviero Maggi

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