Il Papa “profeta” dell’unità dei cristiani

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Grazyna Maria Czaplak, per Effatà editrice, ha affrontato il tema del dialogo ecumenico con la Chiesa ortodossa parlando di Giovanni Paolo II

Un’avvincente presentazione della figura e delle vicende, soprattutto interiori, che hanno segnato la vita e gli ideali di san Giovanni Paolo II, in particolare rispetto alla sua ansia ecumenica. La ricerca, condotta da una signora polacca per il conseguimento della laurea magistrale presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Alessandria, dopo aver lavorato due anni come ricercatrice presso l’Accademia polacca di cultura e delle scienze a Varsavia, nell’Istituto di Lingue slave, punta su uno degli assi portanti della guida pastorale del Papa polacco, l’anelito ecumenico. Potendo contare su una documentazione in lingua polacca, l’autrice riporta giudizi e retroscena del giovane Karol, nell’evoluzione di una maturità umana e spirituale, di uomo e di credente, nella sua attività artistica e intellettuale, nella sua dimensione pastorale di giovane sacerdote appassionato e fervido di attività per i giovani e le comunità, in un momento tragico della storia della Polonia e dell’Europa, prima sotto il nazismo e poi sotto il comunismo. Con l’evento del concilio ecumenico Vaticano II, Karol Wojtyla porta a Roma, come vescovo di Cracovia, l’esperienza di una collegialità praticata nella chiesa di Polonia, collegialità che altri episcopati ancora non conoscevano, con il convincimento che le due tradizioni, d’oriente e d’occidente, dovessero reciprocamente completarsi per offrire una interpretazione meno inadeguata del “mistero nascosto da secoli e da generazioni, ma ora manifestato ai santi” (Col 1,26).

Nella seconda parte della sua ricerca, l’autrice passa in rassegna i momenti salienti degli incontri ecumenici, dal grande impatto culturale e sociale oltre che ecclesiale, insieme a un profilo del suo pensiero ecumenico attraverso l’analisi delle sue grandi lettere encicliche sull’argomento. Il tutto, presentato con una dovizia di dettagli e di aneddoti che rendono la lettura intrigante e appassionante.

Conclude con l’individuazione di quelle che, non solo possono essere intese come difficoltà, ma che sono rimaste, per l’animo di Papa Wojtyla, vere amarezze, come il mancato incontro con il patriarca Alessio di Mosca. La grande speranza del prossimo ricongiungimento delle Chiese, in occasione dell’inizio del terzo millennio, con il Grande Giubileo del 2000, non trovò sostenitori adeguati e forse fu questa la più grande delusione del suo pontificato, sebbene lo sforzo prodigato dal Papa polacco generò frutti fecondi, tanto da essere seguito con la stessa tenacia dai suoi successori, Papa Benedetto XVI e Papa Francesco.

Padre Elia Citterio

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