«Ho visto il Signore»: dal buio alla luce

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Prima catechesi del vescovo nel tempo di Pasqua

TORTONA – Mercoledì 7 aprile, alle ore 20.45, sono iniziate, in cattedrale, le catechesi sui vangeli di Pasqua, che saranno trasmesse in streaming sul sito web della Diocesi, di Radio Pnr e del settimanale “Il Popolo”. Ai fedeli presenti e a tutti quelli collegati in rete il vescovo ha spiegato di aver deciso, per il secondo anno consecutivo, di proporre un cammino di ascolto e meditazione sulla Parola di Dio del tempo pasquale fino a Pentecoste, pensato «dai Padri come un’unica “grande Domenica”, nel- la quale stare docili alla sua grazia». Ogni anno, infatti, la Parola arriva in un momento puntuale della vita di ciascuno e può sempre dire «cose nuove». Dopo la lettura del brano del vangelo di Giovanni (20,1-9) proclamato nella Messa di Pasqua, Mons. Viola ha fatto notare l’importanza del verbo “vedere” che è usato ben 7 volte dall’evangelista con significati diversi e molto profondi, per cogliere il senso di quello che accade davanti al sepolcro vuoto. «La scena inizia nel buio, una tenebra fitta come quella calata sui discepoli che esprime la paura e la delusione di fronte alla morte che pensano sia l’ultima parola». La Maddalena è la prima a vedere la tomba aperta e corre ad avvertire gli altri perché «è totalmente impreparata a un fatto assolutamente nuovo». Pietro e Giovanni arrivano insieme ed entrano, prima uno e poi l’altro. Giovanni di fronte ai “segni” del sudario ripiegato e dei teli svuotati «vide e credette» cioè «vide e iniziò a credere». Maria Maddalena poi incontra il Signore nel giardino, ma non lo riconosce. Quando però lui le parla, comprende e si rivolge a lui chiamandolo “Rabbunì”, come ha sempre fatto, che però dopo la Pasqua, non è più il titolo adeguato. Gesù le affida la missione dell’annuncio e lei agli apostoli dice: «Ho visto il Signore». Finalmente il suo percorso di fede si è compiuto; riconosce per la prima volta che lui è il “Kyrios” cioè il Signore Risorto. Il vescovo, dopo aver letto la versione poetica del passo, realizzata dal poeta cileno Josè Miguel Ibáñez Langlois, ha esortato gli ascoltatori a comprendere che solo «la luce della risurrezione permette di camminare al buio» e a interrogarsi sulla relazione instaurata con il Signore, consapevoli del fatto che l’incontro con lui avviene attraverso «la Parola, i sacramenti e i poveri».

Daniela Catalano

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