Genitore 1 o genitore 2?

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di MARIA PIA E GIANNI MUSSINI

«Se tu dovessi scegliere, preferiresti essere il genitore 1 o il genitore 2?».

Comincia così, con una domanda a bruciapelo di Maria Pia, radio accesa e fumante caffè, la giornata degli sposini pensionati.

Che, come tanti, non hanno digerito la decisione del Ministero degli Interni di reintrodurre nei documenti degli under 14 la dicitura neutra per «superare le problematiche applicative segnalate dal Garante della privacy» (questa la motivazione, in stretto burocratese, che giustifica una nor-ma dall’iter molto movimentato: già introdotta nel 2013, era stata abolita nel 2019).

«Mi pare di essere piombato nell’atmosfera del Mondo nuovo», dice Gianni.

Nel romanzo di Aldous Huxley (1932, fantascientifico ma ormai non troppo) si immagina superata l’antica pratica della gravidanza che ha lasciato il posto alla riproduzione in vitro, mentre “mamma” è una parola pornografica e dare la vita è considerata una funzione, non una vocazione.

È vero che chi vuole abolire il padre e la madre lo fa con l’intento di non discriminare eventuali figli di coppie gay; e, come ha detto papa Francesco, chi siamo noi per giudicare un gay?

Ma è anche vero che in Italia le norme prevedono per queste coppie la possibilità di “unioni civili” (non esattamente matrimoniali), mica l’adozione di un figlio o addirittura la sua generazione surrogata.

E per i pochi casi di “step-child adoption”, cioè l’adozione del figlio del partner, basterebbe la dicitura: genitori.

«Nel racconto della creazione – riflette ad alta voce Maria Pia – Dio conferisce ad Adamo il potere di “dare un nome alle cose”, e le cose assumono senso dopo che so-no state “chiamate”: non dimentichiamolo.

Per questo padre e madre, papà e mamma, non sono semplici voci, ma parole pesanti che danno a ciascuno di noi il senso della propria origine, della nostra stessa vita.

Lo abbiamo provato da figli, lo abbiamo sperimentato da genitori…».

E qui a Maria Pia si inumidiscono gli oc-chi: le succede spesso, in famiglia le sue commozioni sono leggendarie e non di rado oggetto di legittime prese in giro.

Ma qui non si scherza. Gianni e Maria Pia sono d’accordo: in queste cose preferiscono ispirarsi alla sapienza di papa Francesco, che – parlando nel 2017 all’Accademia per la vita – ha esaltato la «differenza benedetta» tra maschio e femmina che sta alla radice della Creazione, contro ogni «utopia del neutro» e ogni ideologia del gender, frutto secondo Francesco di un’inaccettabile «colonizzazion

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