Don Orione e il podestà Banchieri

Visualizzazioni: 1153

Alcune lettere trovate di recente nell’Archivio Storico Comunale di Tortona testimoniano il rapporto epistolare tra il santo e il “primo cittadino”, morto 30 anni fa

Con Regio decreto dell’11 marzo 1935 il dott. Pietro Banchieri, appartenente ad un’antica famiglia cittadina, veniva nominato Podestà di Tortona.

Tra i suoi primi atti indirizzava il 7 aprile una lettera a don Luigi Orione “Superiore della Piccola Opera della Divina Provvidenza” il cui testo trova spazio sul settimanale diocesano del 25 successivo.

Nel comunicare la sua nomina a Podestà rivolge a don Orione «il mio devoto saluto e quello della nostra generosa popolazione tortonese.

Le opere della S. V. Rev.ma oltre che ad onore della Sua persona e della nostra Patria, danno onore e vanto alla nostra Città.

Tortona è giustamente orgogliosa di annoverare la S. V. Rev.ma fra i suoi Figli prediletti».

Non conosciamo quale fossero i rapporti di Pietro Banchieri con don Luigi prima della sua nomina a Podestà.

Nelle sue memorie La mia vita, dattiloscritte dal figlio Carlo e che il nipote Marco Pietro mi ha trasmesso, Pietro Banchieri ricorda come dopo le sue dimissioni dalla carica nel febbraio 1938 ricevette, tra le molte lettere di solidarietà, anche quella di don Orione.

Questi il 12 aprile 1935 da Buenos Aires dove si trovava (aveva già ricevuto la lettera del Podestà?) scriveva a Pietro Banchieri:

Distinto Signor Dr. P. Banchieri

Podestà di Tortona

Voglia gradire insieme con i migliori Auguri di buona Pasqua il mio rispettoso saluto e ossequio e i voti di ogni bene che formulo per Lei, nonché di ogni prosperità per Tortona e di grandezza e di gloria per la nostra Italia. Sono qui che lavoro modestamente per la mia fede, ma anche per la mia Patria: il 28 aprile darò principio a una Istituzione di sociale utilità alla presenza del Nunzio Apostolico, del Presidente della Repubblica e delle principali Autorità.

Che Dio mi assista.

Rinnovo a Lei e alla Consulta auguri di Buona Pasqua.

Con sensi di alta stima

Dev.mo servitore

Don Orione

Il successivo 22 ottobre il Podestà Banchieri scrive nuovamente a don Orione:

Molto Reverendo Padre

Don Luigi Orione

Iglesia N. S. de la Guardia

Victoria

Buenos Aires

Sono vivamente grato a V. S. Rev.ma del saluto che Ella ha voluto rivolgere alla nostra Tortona della quale ha ricordato le storiche vicende e le fulgide tradizioni in occasione di manifestazioni religiose e patriottiche svoltesi fra i nostri Connazionali dell’America Latina. Ricambio il più caldo saluto con gli auguri fervidissimi di sempre più grande fortuna per la Rev.ma S. V. per la Sua Congregazione, veramente e altamente benemerita e per le grandiose opere di bene che V. S. Rev.ma sta svolgendo in coteste lontane contrade ad esaltazione della Religione e della Patria.

Nella lettera del 14 dicembre, sempre da Buenos Aires, don Orione invia gli auguri per il Natale:

Gentilissimo Signor Dr. Pietro Banchieri

Podestà di Tortona

Vengo a darLe il buon Natale e i migliori auguri di felicità anche per l’Anno Nuovo e formulo i più fervidi voti di bene e di prosperità per la Sua distinta famiglia e per l’avvenire di Tortona.

Ho saputo con piacere che la Signoria Vostra ha fatto da testimone per la presa di possesso del nuovo parroco di San Michele e La ringrazio.

Le sarò sempre tenuto della benevolenza Sua verso i miei Istituti. Gradisca l’espressione di tutta la mia stima e riconoscenza. Dio La conservi lunghi anni all’affetto dei Suoi Cari e al bene della Città.

Con devoto ossequio e grato animo,

Suo obbl.mo in Cristo

Don Orione

Dall’Archivio Storico diocesano emerge, infatti, l’atto di possesso, datato 27 ottobre 1935, della chiesa parrocchiale di San Michele da parte del rev. don Candido Garbarino che porta in calce, in qualità di testimone (la firma dell’altro è illeggibile) quella di «Dott. Pietro Banchieri R[egio] Podestà di Tortona».

Il podestà Pietro Banchieri

Il 23 dicembre Banchieri scrive al «Molto Rev. Sacerdote Don Luigi Orione Pequeno Cottolengo Argentino» ricambiando gli auguri, a nome della cittadinanza, per l’anno nuovo aggiungendo «con fervido cuore i miei personali oltreché alla S. V. Rev.ma, alla Sua Congregazione, veramente e altamente benemerita e sempre crescente opera di bene che V. S. Rev.ma sta svolgendo anche in coteste lontane contrade».

Il 16 dicembre 1936, sempre in occasione del Natale, don Orione scrive al Podestà Banchieri:

Gentil.mo Dr. Pietro Banchieri

Podestà di Tortona

Voglia gradire, Sig. Podestà il mio più fervido e cordiale augurio di ogni bene per lei e famiglia e per la nostra cara Tortona pel Santo Natale e Capo d’Anno.

Quest’anno avrò la gioia di celebrare la Messa di mezzanotte su possedimento italiano e ai lati dell’altare sventolerà la nostra bandiera.

Parlerò anche alla Radio in quei solenni momenti a tutti gli italiani dell’Argentina e, per disposizione di S. E. Alfieri il breve discorso verrà trasmesso alla mia Patria lontana, a cui Iddio va segnando la più grande missione di fede e di civiltà nel mondo alla … dei popoli.

Rinnovo ogni miglior voto di felicità e Le sono devotamente umile servitore in Cristo.

Don Orione

L’anno precedente, in occasione delle celebrazioni per la festa della Madonna della Guardia don Orione aveva già rivolto via radio un messaggio ai Tortonesi. Un breve trafiletto sul settimanale diocesano del 22 agosto ne dà l’annuncio:

“D. Orione parlerà alla radio la sera del 29 giugno”

«Don Orione ci ha fatto sapere da Buenos Ayres che il giorno 29 c.m. festa della Madonna della Guardia, parlerà ai Tortonesi alla radio.

La trasmissione da Buenos Ayres avverrà su onde corte alle ore 22 precise […]».

Un dattiloscritto, datato a matita 4 gennaio 1937, redatto evidentemente da un collaboratore di don Orione, rivolge al Podestà Banchieri la preghiera di un suo intervento circa la demolizione del fabbricato antistante il santuario. Cosa che poi avvenne, ma della quale non ho trovato traccia nei documenti comunali.

Non sappiamo così in quale modo Pietro Banchieri prestò l’aiuto richiesto.

Ci fu sicuramente proprio perché, come si legge nel promemoria «Confidiamo che l’Illustrissimo Signor Podestà di Tortona il quale, anche recentemente, si è compiaciuto manifestare il suo desiderio “di fare qualcosa” per Don Orione, accoglierà di buon grado la seguente proposta tanto cara all’illustre nostro concittadino prossimo a ritornare dall’America».

Don Orione rientrerà in Italia il 24 agosto 1937 e di suo pugno è l’indirizzo sulla busta che invitava il «distinto Sig.re Dr. Pietro Banchieri Podestà di Tortona» all’inaugurazione del nuovo Istituto San Filippo Neri a Roma che si sarebbe tenuta il 16 gennaio 1938.

Il 15 gennaio il Podestà, impossibilitato ad intervenire alla cerimonia, nuovamente si congratula con don Orione «finché questa nuova opera di bene raggiunga gli alti scopi che si prefigge».

Di lì a poco, nel febbraio 1938, Pietro Banchieri presenterà le dimissioni dalla carica, ricevendo, come scritto inizialmente, una lettera di solidarietà da parte di don Orione.

Un galantuomo, tale era Pietro Banchieri, veniva sostituito da un burocrate.

Giuseppe Decarlini

Commenti: 0

Il tuo indirizzo mail non sarà reso pubblico. I campi obbligatori sono segnati con *