CORONAVIRUS – Il bollettino del 26 marzo

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Riportiamo qui di seguito i dati di oggi relativi all’emergenza in corso.

  • Provincia di Pavia: 1685 contagiati (+107)
  • Provincia di Alessandria: 980 (+34).

I morti in Lombardia sono 387 in più rispetto a ieri (totali: 4861). Ieri erano stati 296, due giorni fa 402, tre giorni fa 320, quattro giorni fa 361, cinque giorni fa 546.

Il totale dei contagiati dall’inizio dell’epidemia è pari a 34.889 in Lombardia. Attualmente, esclusi i guariti e i deceduti, sono 22.189.

Sono 16 i decessi di persone positive al test del Coronavirus comunicati questa mattina dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 1 nell’Alessandrino. Altri 46 sono stati resi noti questo pomeriggio, di cui 11 nell’Alessandrino Il totale ora è di  545 deceduti (131 nella provincia di Alessandria).

L’Unità di Crisi comunica anche che il numero complessivo di pazienti virologicamente guariti è salito a 32 (3 nell’Alessandrino).

I dati a livello nazionale

  • Attualmente positivi: 62.013
  • Guariti: 10.361
  • Deceduti: 8.165
  • Totale positivi: 80.539

I nuovi contagiati oggi sono 4.492 più di ieri, quando l’aumento era di 3.491. Nei giorni precedenti: martedì +3.612, lunedì +3.780 e domenica +3.957. La curva dei contagiati sembra dunque riprendere una crescita. Su questo dato potrebbe tuttavia influire il numero di tamponi effettuati.

Nuovo modello per l’autocertificazione

È​ disponibile on line il modello di autodichiarazione per gli spostamenti, modificato sulla base delle ultime misure adottate per il contenimento della diffusione del virus Covid-19. Si può scaricarlo cliccando qui.

Meno spostamenti in Lombardia

Diminuiscono, nei giorni del coronavirus, gli spostamenti dei cittadini lombardi in base ai dati rilevati dai cambi di celle alle quali si agganciano gli smartphone quando sono in movimento.
“Secondo gli ultimi rilevamenti effettuati sulla giornata del 25 marzo – spiega il vicepresidente di Regione Lombardia, Fabrizio Sala – i numeri mostrano un significativo calo”.
Le rilevazioni sono effettuate quotidianamente elaborando i dati forniti dalle compagnie telefoniche operative sul territorio lombardo.
“Siamo al 36% degli spostamenti – sottolinea il vice presidente di Regione Lombardia, Fabrizio Sala – e il dato ci conforta perché ci fa capire che i lombardi continuano ad attenersi alle rigide, ma fondamentali, restrizioni che abbiamo dovuto adottare per contenere il diffondersi del contagio”.

Piemonte, accordo per la cassa in deroga 

Sottoscritto dall’assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino, e dai rappresentanti delle parti datoriali e delle organizzazioni sindacali l’accordo quadro per la cassa integrazione in deroga. I lavoratori interessati devono risultare dipendenti alla data del 23 febbraio 2020. Il decreto interministeriale assegna al Piemonte 82,5 milioni.

Conte scrive ai cittadini del Nord

Il Presidente del Consiglio ha scritto ai principali quotidiani del nord Italia per rivolgere un messaggio ai cittadini più colpiti dall’emergenza COVID-19.

“Da giorni sui giornali siamo costretti a leggere intere pagine di necrologi. E certo non potremo più rimuovere dalla memoria le immagini dei mezzi dell’Esercito che portano via da Bergamo le bare dei defunti. La morte di tanti nostri concittadini è un dolore che, purtroppo, continua a rinnovarsi ogni giorno. Non freddi numeri, quelle che piangiamo sono persone con un nome, un cognome, una storia. Sono storie di famiglie che perdono gli affetti più cari e alle quali esprimo la mia partecipe e commossa vicinanza e quella dell’intero governo.Sul vostro giornale raccontate ogni giorno pagine di storia della vostra comunità ferita. Il contributo responsabile che sta dando il sistema dell’informazione merita di essere pubblicamente rimarcato”.

“Soprattutto le testate locali – quelle che meglio conoscono il tessuto sociale del proprio territorio – si stanno affermando come ancore a cui il Paese si affida in questi momenti di smarrimento”.

“Voglio essere onesto, come lo sono sempre stato dal primo giorno: è ancora presto per dire quando ne usciremo. Le misure sin qui adottate su indicazione del comitato tecnico scientifico, l’ho già detto, richiedono tempo prima che possano dispiegare i loro effetti. Quello che ora dobbiamo fare tutti, nessuno escluso, è continuare a rispettare le regole, con pazienza, responsabilità e fiducia. È un gesto di altruismo anche per i propri cari, per le persone più fragili e vulnerabili.In verità, sono consapevole che restare in casa per lungo tempo non è semplice. Ma è un sacrificio minimo in confronto agli sforzi straordinari dei tanti medici e infermieri ogni giorno in trincea, che mettono a rischio la propria vita per salvare quella degli altri”.

“A loro che in questo momento sono in corsia, in ospedale, su un’ambulanza, o semplicemente a casa sfibrati da un lungo turno di lavoro, affido il mio più grato pensiero, che si unisce – ne sono certo – a quello di tutti gli italiani.Non ci sfuggono le condizioni di difficoltà in cui operano, non le abbiamo mai ignorate, e non intendiamo girare lo sguardo dall’altra parte”.

Il Governo pensa ai lavoratori autonomi

Nei giorni scorsi avevano destato un certo malcontento le misure, giudicate insufficienti, adottate nei confronti dei lavoratori autonomi.

Ora Conte annuncia: “Ai tanti autonomi, alle tante partite Iva dico con chiarezza e trasparenza: questo è solo l’inizio, stanno arrivando altre misure. Siamo nel pieno di una corsa a ostacoli per il nostro Paese. E quando per lavoratori e famiglie l’ostacolo si fa troppo alto, c’è lo Stato che li aiuta a superarlo”.

La trattativa con l’Europa non decolla

(da www.lastampa.it) – A quanto si apprende, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che oggi ha partecipato al Consiglio Ue in videoconferenza, ha chiesto all’Europa di “battere un colpo e trovare una soluzione adeguata alla grave emergenza che tutti i Paesi stanno vivendo”.  Il premier italiano ha rifiutato la bozza di conclusioni del vertice.

Secondo Radiocor il premier Conte e il capo del governo spagnolo Sanchez ritengono insufficiente e deludente la bozza di conclusioni preparata per il Consiglio europeo perché le proposte contenute non all’altezza della risposta necessaria a livello Ue. Italia e Spagna hanno chiesto che il Consiglio incarichi i 5 presidenti delle istituzioni Ue di formulare nuove proposte nel giro di dieci giorni. Si tratta dei presidenti di Commissione, Consiglio, Parlamento, Bce ed Eurogruppo.

Conte ha chiarito che nessuno pensa a una condivisione del debito pubblico: ciascun Paese risponde per il proprio e continuerà a risponderne. Né ci sono motivi per diffidare dell’Italia, che ha le carte in regola con l finanza pubblica: “Il 2019 lo abbiamo chiuso con un rapporto deficit/Pil di 1.6 anziché 2.2 come programmato”.

Ciò che manca, secondo il governo italiano, sono “strumenti finanziari innovativi e realmente adeguati a reagire a una guerra che dobbiamo combattere insieme per vincerla quanto più rapidamente possibile. Che diremo ai nostri cittadini se l’Europa non si dimostra capace di una reazione unitaria, forte e coesa di fronte a uno shock imprevedibile e simmetrico di questa portata epocale?”.

Se è chiaro che l’Europa pensa a un uso degli strumenti che furono usati durante la crisi dei debiti sovrani, otto anni fa, Conte risponde che “Sono stati costruiti per intervenire in caso di shock asimmetrici con riguardo a tensioni finanziarie riguardanti singoli Paesi”. Quei meccanismi, quelli che portarono la trojka in Grecia, non servono. Ancora Conte: “Voglio dirlo chiaro: non disturbatevi, ve lo potete tenere, perché l’Italia non ne ha bisogno”.

Von der Leyen: epidemia “non si combatte con le barriere”

(SIR) – “Il virus non si combatte con le barriere”. Discorso appassionato di Ursula von der Leyen, oggi, durante la plenaria dell’Europarlamento. L’Assemblea lavora in streaming, pochi i deputati presenti in aula. Si vota una serie di misure per contrastare l’epidemia in Europa. Quasi tutti collegati da casa gli eurodeputati: alla prima votazione, della quale si attendono gli esiti, hanno votato in 686 su 705. La presidente della Commissione ha riassunto le iniziative adottate dall’Ue in questi giorni, sia in materia sanitaria che economica. Ha ricordato che “i confini interni tra gli Stati devono rimanere aperti”, per consentire il flusso di attrezzature sanitarie e merci per rifornire negozi e supermercati. Cita l’Italia e la Spagna, i Paesi più colpiti dal Covid-19; riporta qualche esempio di collaborazione tra gli Stati. E afferma: “In poche settimane il mondo è cambiato, la vita di ogni giorno è cambiata. Siamo chiusi in casa, le strade sono vuote. Si lotta per la vita, scopriamo le nostre fragilità”. Da qui l’insistenza sull’impegno solidale per contrastare la malattia. Quindi un ricordo delle vittime, delle loro famiglie; un plauso ai sanitari che si stanno prendendo cura delle persone: “Sono i nostri eroi”. Ricorda infine che “i cittadini, preoccupati per il presente e per il futuro, ci stanno guardando: quale Europa costruiremo?”.

Notizie dai nostri territori: Tortonese

Ecco l’aggiornamento giornaliero del sindaco di Tortona Federico Chiodi.

“Abbiamo attualmente ricoverati presso l’ospedale di Tortona 101 persone di cui 45 residenti a Tortona. Di questi 101, 15 sono in attesa dell’esito del tampone. Gli altri sono positivi”.

Chiodi commenta anche il rispetto dell’isolamento in città.

“Oggi ho avuto modo di vedere ing ir per Tortona un certo numero di persone. Sono rimasto stupito, perché nei giorni scorsi i tortonesi si sono comportati molto bene. Forse complice la stampa e i telegiornali che hanno annunciato una riduzione dei contagi, alcuni di noi si sono convinti che sia finita. Non è così! I contagi continuano ad aumentare”. Chiodi ricorda che i trasgressori sono soggetti a “una denuncia amministrativa: chi viene sorpreso nella violazione delle norme deve pagare fino a 3000 euro. Le Forze dell’Ordine stanno controllando, oggi mi comunicano che hanno svolto molti controlli e quindi anche molte sanzioni”.

L’obitorio del cimitero è pieno, e il Comune è costretti a recuperare nuovi spazi per accogliere dignitosamente le salme. “Oggi purtroppo abbiamo dovuto fare arrivare un container frigorifero presso il cimitero di Tortona perché abbiamo esaurito lo spazio all’obitorio. In due sale del cimitero e – devo ringraziare la Curia Vescovile per avercelo concesso – nella cappella del cimitero. I morti continuano ad essere molti. Dal 1° di marzo a oggi in ospedale sono morte 41 persone. Una parte consistente sono sono tortonesi, e visti i numeri che vi ho dato dei positivi possiamo assumere che la stragrande maggioranza fossero positivi al coronavirus. Inoltre abbiamo registrato 42 che sono morti a casa, che non sono arrivati in ospedale. non possiamo dire quanti fossero positivi perché non hanno subito il tampone, ma il numero rispetto ai dati dell’anno scorso è decisamente più elevato. Inoltre ci sono 15 tortonesi che sono morti altrove”.

Notizie dai nostri territori: Novese

Il sindaco Gian Paolo Cabella è tornato a fare chiarezza sui dati resi noti quotidianamente.

“Ripetiamo quanto già spiegato:
1. Un primo elenco di dati raccoglie i casi di contagio accertato (tampone positivo) tra i cittadini del Piemonte RESIDENTI nella nostra città, che vengono comunicati, solo a partire dal 17 marzo u.s. dalla Unità di Crisi Regionale ai Servizi di Protezione Civile delle provincie, le quali a loro volta hanno il compito di farle pervenire ai Comuni. I positivi al 25 marzo, risultano in numero di 24.
2. Poi esistono i dati dei ricoveri ospedalieri per infezione accertata da coronavirus o in attesa di tampone; per (comprensibili) disposizioni superiori, all’ASL non è permessa la divulgazione in forma ufficiale e questo non ci consente di fare che delle ipotesi non avvalorate, ma dal momento che il nostro Presidio S. Giacomo è punto di riferimento della vasta area del Novese e dell’Ovadese (e ora purtroppo anche di una parte del Tortonese) si può pensare a numeri maggiori di cento. Sappiamo invece quanti deceduti per infezione da coronavirus sono stati denunciati allo Stato Civile di Novi dal 4 al 25 marzo, e purtroppo sono 32.
3. Infine, ci sono i dati dei soggetti sottoposti a quarantena. Questi ce li manda il Servizio di Protezione Civile della Provincia di Alessandria. Si tratta dei cosiddetti SORVEGLIATI ossia persone per le quali, a scopo precauzionale, per casistiche diffuse quali ad esempio: parenti stretti di ricoverati accertati per COVID, soggetti trovati in zone ove sono stati accertati contagi, ecc., vige l’obbligo di rimanere al proprio domicilio e non uscire, per un numero determinato di giorni. Per questi ultimi gli elenchi contenenti i dati anagrafici vengono messi a disposizione delle sole Forze dell’Ordine e della Polizia Municipale affinché possano essere esercitati i controlli sull’osservanza dei divieti imposti: Ovviamente tali dati sono comunicati a tali enti nel pieno rispetto dei principi di cui all’art. 5 del Regolamento UE 2016/679, secondo quanto indicato dalla circolare del Dipartimento Protezione Civile Prot. N. COVID/0014171 del 16/03/2020. Questi ultimi sono alla data odierna 82.
4. Intanto dal bollettino ufficiale dei contagi aggiornato alle 13.30 di oggi si apprende che nella nostra regione le persone finora risultate positive al coronavirus sono 6534 e che nella nostra provincia i casi sono saliti a 980, da 273 rilevati al 16 marzo e si sono registrati ben 499 decessi risultati positivi al coronavirus in tutto il Piemonte.
Questo non può che confermarci nella convinzione che occorra assolutamente evitare ogni forma di contagio stando a casa”.

Riporta il quotidiano “La Stampa”. “È un epidemiologo di Novi Ligure ad aver scosso la politica e fatto scattare l’allarme sull’espansione senza controllo del coronavirus a Milano, Bergamo e in tutta la Lombardia.
Vittorio Demicheli, 64 anni, dell’agenzia per la tutela della salute, è stato adesso chiamato a far parte dell’unità di crisi della Regione più colpita dal virus e sta cercando di monitorare una situazione sempre più difficile.
Demicheli, specializzato in statistica sanitaria a indirizzo epidemiologico, ha lavorato per una trentina d’anni in provincia, ricoprendo vari incarichi: l’inizio all’Ufficio di Igiene pubblica nella vecchia Ussl 70 (poi diventata Asl 20), il passaggio all’Arpa Piemonte, il ritorno nei locali di via Venezia ad Alessandria per coordinare il servizio sovrazonale di epidemiologia, quindi cinque anni a Casale dove si è occupato di sorveglianza, prevenzione e controllo delle malattie infettive”.

Notizie dai nostri territori: Oltrepò

Il primo cittadino di Voghera, Carlo Barbieri, è intervenuto per smentire una notizia circolata sui social networks. “In questi giorni si è diramata una notizia falsa che riguarda la presunta chiusura del punto nascite di Voghera”, scrive il sindaco. “Confermo che non è prevista questa eventualità e che il punto nascite di Voghera rimane aperto e accorpato con quello di Stradella”.

Ieri avevamo raccontato di come il sindaco di Broni, Antonio Riviezzi, avesse “scritto al prefetto, chiedendogli di verificare se le attività di logistica attive siano conformi alle ordinanze”.
Oggi ci sono stati già i primi risultati. Scrive Riviezzi:
“Questo pomeriggio si é tenuta una video conferenza tra la Prefettura, le organizzazioni sindacali ed i rappresentanti delle categorie imprenditoriali di logistica del territorio. Ringrazio il Prefetto Vicario Reggente Dott. Flavio Ferdani per avermi reso partecipe a questo importante incontro.
Domani pomeriggio é prevista un’ulteriore conferenza con l’obiettivo primario di trovare un accordo che vada nelle direzione di tutelare la salute dei dipendenti. Secondariamente , di stabilire in maniera coretta quali siano le attività considerate essenziali che possono continuare a svolgere il proprio lavoro”.

Il Comune di Stradella, per agevolare la cittadinanza in questa fase di emergenza sanitaria e a fronte della riduzione del trasporto pubblico per motivi igienico-sanitari, ha disposto la sosta gratuita nei parcheggi fino al 15 aprile 2020.

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