Colonizzazione ideologica

Visualizzazioni: 339

di Maria Pia e Gianni Mussini

Ci ha molto colpito il primo discorso di Papa Francesco dall’Ungheria.

Ha infatti invitato – lui latino americano – a «ritrovare l’anima europea», citando tre dei padri fondatori dell’Europa, i democristiani De Gasperi, Adenauer e Schuman (ma ci furono anche laici come, tra gli altri, il fondatore del Movimento federalista europeo Spinelli). Personalità provenienti da Paesi che sino a pochi anni prima si erano combattuti nella Grande Guerra.

Proprio da Schuman Papa Francesco ha ripreso un breve stralcio della Dichiarazione del 9 maggio 1950 con cui fu avviata la CECA (Comunità Economica Carbone e Acciaio), cioè la base dei Trattati di Roma che nel 1957 avrebbero creato la Comunità europea vera e propria, che fece esplodere nei nostri Paesi il boom economico. Musica per le nostre orecchie, e specialmente per quelle di Gianni, il cui padre – parlamentare democristiano – vide nascere per così dire dall’interno quella realtà, troppo spesso sottovalutata se non irresponsabilmente osteggiata.

Ma le parole del Papa, nella loro intonazione profetica, richiamano anche altri innamorati dell’Europa – ricordati di recente da Gianni agli studenti del viaggio studio “Il Tempo della Storia” – come per esempio Stefan Zweig e Romain Rolland: l’uno tedesco e l’altro francese, rimasero amici anche al tempo della Grande Guerra, quando la macchina infernale della propaganda pareva non contemplare altro che odio per l’avversario. E come dimenticare le parole di Thomas Mann, con la sua idea di un’Europa come cuore delle “grandi idee umane”?

Budapest è città di ponti, ha aggiunto Francesco, tra popoli e stati. Di qui l’auspicio di un’Europa che non sia «preda di populismi autoreferenziali», ma che nemmeno si trasformi «in una realtà fluida… in una sorta di sovranazionalismo astratto» soggetto a «colonizzazioni ideologiche»: il caso, dice il Papa, della cosiddetta cultura gender o di «un insensato “diritto all’aborto”, che è sempre una tragica sconfitta». Insomma, ce n’è per tutti, purché non si pretenda di diluire il messaggio di questo grande Pontefice in una melassa dolciastra e buonista.

Negli stessi giorni si è saputo di quella neonata trovata morta in un cassonetto a Milano. Ecco la conferma della “colonizzazione culturale” di cui parla Francesco, una colonizzazione che impedisce di “farsi prossimo” dei bambini concepiti con le loro madri in difficoltà. Ma mai arrendersi al pessimismo. Pochi giorni prima, nella stessa città, due neonati sono stati salvati da una “culla per la vita” e dall’intervento dei sanitari del Policlinico milanese. Mentre il direttore della Caritas ambrosiana ha spiegato che i loro servizi collaborano quotidianamente con i Centri di aiuto alla vita.

Molto bene. Siamo convinti che l’Europa di cui ha parlato il Papa nasca proprio dal rispetto dei diritti delle più microscopiche tra le creature umane. E delle loro mamme.

cantiamolavita@katamail.com

Commenti: 0

Il tuo indirizzo mail non sarà reso pubblico. I campi obbligatori sono segnati con *