Beata Vittoria Fornari

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Era il 12 settembre 1828 quando Papa Leone XII dichiarò Beata Vittoria Fornari, che fu madre, poi vedova e infine fondatrice dell’Ordine della Santissima Annunziata. Nacque a Genova nel 1562, settima di nove figli in una famiglia benestante e si distinse per una fede forte e convinta, come dimostrò quando uno dei fratelli si ammalò gravemente e lei chiese a Gesù di guarirlo, ottenendo quanto aveva chiesto.

Nel 1578, a soli 17 anni, pur essendo attratta dalla vita religiosa, sposò Angelo Strata, ubbidendo al padre. Ebbe un matrimonio felice, benedetto dalla nascita di sei figli, quattro maschi e due femmine, che proseguì fino al 1587, quando il marito morì e lei rimase con i bambini piccoli. Vittoria, disperata per la perdita e preoccupata per il futuro, stava per accettare la proposta di matrimonio di un nobile, ma ebbe una visione della Madonna, che le promise la sua protezione se avesse vissuto semplicemente, dedicando la sua vita all’amore di Dio. Dopo aver raccontato l’accaduto al confessore, pronunciò il voto di castità e visse appartata, dedicandosi ai figli e ai poveri di Genova. Nel 1597 morì a soli 10 anni il penultimo figlio. In seguito la primogenita entrò tra le Canonichesse Lateranensi, tre anni dopo fu raggiunta dall’altra femmina. Poi il primo maschio si fece frate nell’Ordine dei Minimi, fondato da S. Francesco di Paola, seguito da Leonardo e dall’ultimo nato, accolto dai frati a soli 15 anni.

Rimasta sola, si recò dall’arcivescovo di Genova con l’idea di fondare un nuovo ordine di suore devote alla Beata Vergine Maria. Nel 1604 Vittoria, che aveva 42 anni, con altre dieci donne, ricevette il velo e pronunciò i voti l’anno seguente. Ciascuna di loro aggiunse al suo nome di battesimo quello di Maria Annunziata. Il loro fine era quello di venerare la Vergine nel mistero dell’annunciazione e della sua vita nascosta a Nazareth. Osservavano la clausura, seguendo una rigida regola ed erano note come suore “turchine” dal colore dell’abito. La beata amministrò la nuova fondazione saggiamente e dopo otto anni fu fondata un’altra casa. L’ordine si diffuse anche in Francia. Lei leggeva nel cuore delle sue monache e aveva poteri taumaturgici. Predisse anche la sua morte, che sopraggiunse il 15 dicembre 1617 a causa di una grave infezione polmonare.

Tutta Genova fu presente ai suoi funerali. Il suo corpo incorrotto è venerato nella chiesa del monastero dell’Annunziata a San Cipriano presso Genova.

La sua memoria ricorre il 15 dicembre.

Daniela Catalano

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