S. Meinrado di Einsielden

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DI DANIELA CATALANO

Questa settimana parliamo di un santo al quale si deve la nascita dell’abbazia di N.S. di Einsiedeln, uno dei santuari mariani più famosi d’Europa. San Meinrado di Einsiedeln, ricordato il 21 gennaio, era un monaco benedettino nato alla fine dell’VIII secolo da una famiglia di contadini nei pressi dell’attuale Rottenburg am Neckar in Germania. Le agiografie raccontano che entrò nel monastero benedettino di Reichenau sul lago di Costanza, dove ricevette l’ordinazione presbiterale. Divenuto poi insegnante vicino al lago di Zurigo, sognava una vita di solitudine. Verso l’829, con il consenso dei suoi superiori, intraprese l’eremitaggio e si stabilì in una vicina foresta. Divenne presto famoso per la sua austerità e la popolazione locale lo ammirava per la sua vita ascetica. Molti iniziarono a visitarlo e lui si spostò in un luogo ancora più isolato, a Einsiedeln, nella vicina Svizzera, dove rimase per 25 anni sino alla morte, avvenuta in circostanze drammatiche. Due ladri, convinti che il santo nascondesse un tesoro, un giorno andarono a trovarlo spacciandosi per pellegrini e furono ricevuti; non trovando nulla, lo bastonarono a morte e poi si diedero alla fuga. Secondo la leggenda furono catturati grazie a due corvi che, dopo averli inseguiti fino a Zurigo, avvertirono gracchiando le autorità che li preseo e misero al rogo. Proprio due corvi si trovano sullo stemma del comune di Einsielden. Il corpo di Meinrado, dopo essere stato ritrovato, fu riportato a Reichenau e anche se non era morto “per la fede”, fu venerato come martire. Circa 40 anni dopo l’uccisione, avvenuta il 21 gennaio 861, un sacerdote di nome Benno occupò l’eremo a Einsiedeln. Divenuto poi vescovo di Metz, tornò in quel luogo per fondarvi un monastero benedettino, mai più abbandonato. Le reliquie del santo sono conservate nella chiesa insieme alla statua della Madonna col Bambino.

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