Due martiri del Myanmar

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Di Daniela Catalano

Sono passati 10 anni dalla beatificazione di padre Mario Vergara, avvenuta il 24 maggio 2014 insieme a quella di Isidoro Ngei Ko Lat, entrambi martirizzati in Birmania, l’attuale Myanmar, il Paese del continente indiano per il quale Papa Francesco invoca da tempo la pace. Vergara nasce a Frattamaggiore, in provincia di Napoli, il 18 novembre 1910, ultimo di 9 figli di un industriale. Entra nel seminario di Aversa a 11 anni e nel 1929 è ammesso in quello del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime) a Monza. Nel 1930 rientra a Posillipo per motivi di salute e diventa responsabile del Circolo Missionario del corso di Teologia. Nel 1933 è accolto nel noviziato del Pime e il 28 agosto 1934 è ordinato sacerdote a Bernareggio dal cardinale Alfredo Schuster. A fine settembre parte per le missioni del Pime in Birmania, nella Diocesi di Toungoo. In un anno impara tre lingue, prende confidenza con i costumi locali e si rende conto della drammatica situazione di povertà e ingiustizia. Nel 1936 gli affidano il distretto di Citaciò, dove abita la tribù Sokù, una delle popolazioni cariane. Padre Vergara si reca nei villaggi per la catechesi e la celebrazione dei sacramenti e crea varie attività di formazione e assistenza. Nel 1940, con lo scoppio della seconda guerra mondiale, è internato nei campi di concentramento inglesi in India. Alla fine della prigionia, per qualche tempo, è anche cappellano dei soldati italiani a Bombay. Nel giugno del 1946 è a Calcutta in attesa di tornare nella missione in Birmania e lavora alla stesura del Catechismo in birmano. In autunno è inviato in una zona a Est di Loikaw, verso il fiume Salween, insieme al giovane catechista Isidoro Ngei Ko Lat e a padre Pietro Galastri. Agli inizi del 1950 cominciano a diffondersi atti di violenza e d’intimidazione nei confronti dei cattolici e il 24 maggio alcuni ribelli arrestano padre Vergara, con il catechista Isidoro, nella piazza del villaggio, perché chiedono la liberazione di un altro catechista. All’alba del 25 maggio entrambi sono uccisi a colpi di fucile sulla riva del fiume e i loro cadaveri, rinchiusi in sacchi, sono abbandonati alla corrente. La Chiesa ricorda i due martiri il 25 maggio.

cadarita@yahoo.it

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