Beata Diana degli Andalò

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Diana degli Andalò è un’importante figura delle origini dell’Ordine Domenicano che ebbe il privilegio di professare i voti nelle mani di san Domenico. La beata, che la Chiesa ricorda il 10 giugno, nacque a Bologna nel 1200, nella nobile famiglia bolognese Lovello, nota con il soprannome Andalò ed era sorella di Loderingo, che fu tra i fondatori dei Cavalieri di S. Maria, ordine approvato da Clemente IV nel 1260 con il compito di combattere le eresie e pacificare le contese cittadine. Non vi sono molte notizie sui suoi primi anni di vita ma si narra che fosse una fanciulla bella, allegra e intelligente.

Ammiratrice del beato Reginaldo d’Orléans, lo aiutò, come testimonia l’atto datato 14 marzo 1219, nell’acquisto della località Vigne, accanto alla chiesa di san Nicolò, dove sorge ora la basilica di san Domenico. Quando nell’agosto dello stesso anno il santo si recò a Bologna, Diana, con altre giovani, fece nelle sue mani il voto di vita religiosa, anche se la sua famiglia cercò di impedirglielo. Nel 1220 chiese a san Domenico di poter fondare un monastero. A tale scopo fu acquistato un terreno alla periferia della città, ma il vescovo negò la sua autorizzazione.

Il 22 luglio 1221 Diana entrò nel monastero delle Canonichesse di Ronzano, alle porte di Bologna. I familiari, però, che non volevano fosse monaca, la portarono via con violenza e lei nel trambusto si ritrovò con una costola rotta.

San Domenico la consolò scrivendole lettere che sono andate perdute.

La giovane non si diede per vinta e fuggì da casa per ritornare a Ronzano, dove rimase fino al giugno 1223. Nel frattempo il futuro beato Giordano di Sassonia, successore di san Domenico, incontrò la famiglia di Diana e la convinse della sua scelta e del fatto che per continuare ad averla vicina l’unico modo era quello di fondare un convento. E così avvenne.

La beata con l’aiuto dei suoi e del domenicano fondò il monastero di sant’Agnese in città, fuori Porta Procula e vestì l’abito dell’Ordine. Tra quelle mura passò il resto della sua vita e fu eletta superiora.

Accolse molte consorelle fra cui la futura beata Cecilia, della famiglia romana dei Cesarini e altre provenienti dal monastero di San Sisto in Roma.

Morì nel 1236. Nella traslazione delle reliquie, fatta nel 1510, furono trovati nella medesima tomba tre corpi, due furono attribuiti rispettivamente a Diana e a Cecilia e il terzo a suor Amata, un’altra consorella. Fu beatificata l’8 agosto del 1888 da Leone XIII e il suo culto fu approvato il 24 dicembre 1891.

Daniela Catalano

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