Beato Angelo da Chivasso

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Il Beato di questa settimana è Angelo da Chivasso che la Chiesa commemora l’11 aprile. Nacque nel 1411 a Chivasso, poco distante da Torino, nella nobile famiglia dei Carletti e fu battezzato con il nome Antonio. Studiò a Bologna e conseguì la laurea in Diritto Canonico e Civile e in Teologia. Tornato nella città natale esercitò la professione forense e divenne membro della Corte di Giustizia. Fu nominato senatore e consigliere del Marchesato dei Paleologi e ricoprì l’incarico fino a 33 anni, quando, morti i genitori, rinunciò alla brillante professione e al matrimonio per consacrarsi a Dio.

Entrò nel convento di Santa Maria del Monte a Genova, appartenente all’Osservanza di San Bernardino da Siena che era da poco morto, e prese il nome di Angelo. In città conobbe Francesco della Rovere, poi Papa Sisto IV che fu suo amico.

Sull’esempio di san Bernardino, favorì la nascita dei Monti di Pietà per combattere l’usura, prima a Genova e poi a Savona, dove fece anche costruire il convento di San Giacomo.

Uomo colto, umile e paziente dimostrò sempre grande attenzione per i poveri. Fu un grande predicatore e con i suoi Quaresimali riempiva chiese e piazze.

Nel 1464 fu eletto vicario provinciale degli Osservanti, nel 1467 fu nominato commissario, insieme a un confratello, per la suddivisione della grande Provincia francescana di Germania che portò alla nascita delle province di Boemia, Polonia e Austria. Nel 1472 a L’Aquila fu nominato vicario generale, proprio durante il Capitolo nel quale il corpo di San Bernardino fu traslato nella nuova chiesa a lui dedicata. Fondò i monasteri di Saluzzo, Mondovì e Pinerolo e fu rieletto vicario generale a Pavia nel 1478. Quando nel 1480 i Turchi minacciarono l’Italia fu scelto dal Papa come nunzio e commissario pontificio per organizzare la difesa cristiana. Ancora nel 1491, il Papa lo incaricò di arginare la diffusione della Riforma Valdese nel Ducato di Savoia e lui ottenne un accordo pacifico tra cattolici e valdesi nel 1493. Per tutta la vita viaggiò per l’Italia, per visitare i conventi e controllare l’osservanza della Regola. Al termine del suo ultimo Generalato le Province dell’Ordine erano venticinque.

Scrisse anche diverse opere, la più importante delle quali è la Summa casuum conscientiae, detta Summa Angelica, del 1476.

Divisa in 659 capi, in ordine alfabetico, tratta delle varie questioni di coscienza ed è un vero e proprio dizionario di Teologia morale. Ebbe grande diffusione e il 10 dicembre 1520, nella pubblica piazza di Wittemberg, fu bruciata da Lutero insieme alla sua Bolla di Scomunica come simbolo dell’ortodossia cattolica. Morì l’11 aprile 1495 nel convento di Sant’Antonio a Cuneo, dove si era ritirato. Le sue spoglie sono nel santuario della città di Santa Maria degli Angeli.

Daniela Catalano

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