Beata Domenica Brun Barbantini

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Il 22 maggio la Chiesa fa memoria della Beata Maria Domenica Brun Barbantini, una religiosa beatificata il 17 maggio 1995 da san Giovanni Paolo II. Nacque in provincia di Lucca il 17 gennaio 1789. Il padre era di origine elvetica, dal cantone di Lucerna, ed era a servizio nelle guardie svizzere di stanza a Lucca. Il 22 aprile 1811 sposò nella cattedrale di Lucca, Salvatore Barbantini, che morì all’improvviso 5 mesi dopo, lasciandola vedova e incinta. Domenica non si lasciò andare alla disperazione. La notte stessa della tragedia s’inginocchiò davanti al Crocifisso e, abbracciandolo, dichiarò di accettare la volontà del Padre. Da questo dolore, derivò una donazione totale e senza limiti al figlio Lorenzo e alle povere vedove della città. A soli otto anni morì anche il figlio e da quel momento il suo cuore fu proteso solo ai morenti, agli abbandonati e ai soli della sua città. Cominciò a pensare a una nuova forma di assistenza e creò un gruppo di donne dedite alla cura dei malati poveri, la “Pia Unione delle Sorelle della Carità”. Poco dopo, su richiesta di un sacerdote, fondò anche le Oblate di S. Francesco di Sales e le fu affidato il compito di stabilire a Lucca un Monastero della Visitazione per l’educazione della gioventù. Finalmente il 23 gennaio 1829 diede inizio alla prima comunità delle Sorelle Oblate Infermiere, da lei tanto desiderata per servire Cristo nei malati e nei sofferenti. Il 5 agosto 1841 fu ufficialmente creata la congregazione delle Ministre degli Infermi. Nel 1852 Pio IX sancì la comunione spirituale tra l’Ordine dei religiosi camilliani e la congregazione della Beata. Morì a Lucca il 22 maggio 1868, lasciando l’istituto piccolo nel numero, ma forte nel servizio ai malati.

Daniela Catalano

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