Addio a Leone Coda, una vita per l’OFTAL

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In carica dal 1995 al 2000. I funerali celebrati a Pontecurone

PONTECURONE – Lo scorso 4 novembre è mancato, all’età di 81 anni, Leone Coda, storico barelliere dell’associazione OFTAL.

Leone aveva coperto anche il ruolo di presidente diocesano della Sezione di Tortona dal 1995 al 2000. Il funerale è stato celebrato nella chiesa di Santa Maria dal parroco don Loris Giacomelli, insieme all’ex parroco don Paolo Caorsi.

Tutta l’OFTAL si è unita al dolore della famiglia, in particolare la moglie Luigia, anche lei dama oftaliana, e ricorda con grande affetto e gratitudine Leone per i suoi tanti anni di servizio.

Il capo barelliere, Giannantonio Pozzoli, ha descritto Leone come «un presidente in punta di piedi, che non voleva prevaricare nessuno, cortese, gentile, sempre sorridente, un primus inter pares».

Ha anche ricordato che «era stato eletto dopo la presidenza diocesana di Danilo Cebrelli, una vera “locomotiva trainante” di tutta l’OFTAL diocesano, per cui il giorno della sua elezione mi disse in confidenza di non essere sicuro di essere all’altezza dell’incarico.

Essendo un oftaliano vero e di vecchia data la sua esperienza e gavetta come barelliere gli diedero la forza di svolgere egregiamente il nuovo compito, al quale diede un taglio tutto nuovo».

Lui, infatti, «non comandava ma consigliava; non c’era mai autoritarismo o imposizione nelle sue parole, ma solo condivisione, u- nita a uno sguardo attento e preciso». Leone partecipò per anni alle attività della casa estiva di Campoferro, dove spesso passava intere giornate con la moglie, aiutando nei servizi e tenendo compagnia agli ammalati ospiti.

«Era sempre disponibile a organizzare manifestazioni, riunioni, momenti conviviali con personale e volontari a cui chiedeva di coinvolgere il più possibile gli ammalati».

Pozzoli ha aggiunto: «Mons. Martino Canessa, col quale aveva una profonda amicizia, lo apprezzava molto nella sua umiltà di servizio dedito solo al bene di tutto l’OFTAL».

Il responsabile medico diocesano Carlo Cebrelli ricorda di lui «i tantissimi pellegrinaggi a Lourdes, svolti insieme, nel corso dei quali con la sua presenza discreta era per tutti un punto di riferimento, un aiuto prezioso, sempre disponibile all’ascolto, con intensa dedizione ai malati e ai sofferenti».

Secondo Cebrelli «ha saputo rivestire l’essenza tutta dello spirito oftaliano: servizio, amore, carità, fede. Lui è stato davvero un uomo di fede profonda, che non è venuta meno neppure quando ha dovuto affrontare la sua prova più dura».

La dama Albina Farinetti, amica di una vita, afferma commossa che «era un uomo di preghiera riservata e silenziosa, come la sua bella persona e la sua amicizia.

Un gesto caritativo, un sorriso, una parola buona, una preghiera recitata insieme, una telefonata: così sapeva vivere il suo cristianesimo autentico.

Amava tanto la nostra OFTAL che ha sempre servito con serietà, con dedizione e con umiltà, anche da presidente».

Leone ha lasciato la moglie Luigia per la quale è stato «un marito meraviglioso».

Leone resterà sempre nel ricordo degli oftaliani, che nel momento del distacco sono confortati dal pensiero che la Madonna gli sia venuta incontro per condurlo nella beatitudine eterna, in cui lui ha sempre sperato e creduto.

Pierpaolo Boffi

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