30 anni di teatro dialettale per valorizzare il proprio paese

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La Compagnia dell’oratorio di Broni festeggia con due venti al “Carbonetti”: il talk show del 14 aprile e la rivista del 20 maggio

La Compagnia dialettale dell’oratorio di Broni compie 30 anni. La sua prima rappresentazione risale infatti al 5 gennaio 1993.

Un gruppo di giovani dell’oratorio, guidati da Mario Salvaneschi, l’indimenticato grande attore dialettale bronese Lasarat di cui quest’anno ricorre il ventesimo della morte, si cimentarono in una pièce dal titolo Il Capellone, in una serata organizzata per la vigilia dell’Epifania nel teatro dell’oratorio parrocchiale. Sul palco quella sera c’erano Fabio Cavagnini, Alessandro Dapiaggi, Roberto Nascimbene, Ernesto Ozzola, Mara Ozzola, Marco Rezzani, Andrea Rovati e Raffaella Vercesi. Fu un successo strepitoso, ma si pensava che tutto finisse lì. Invece era la prima di una lunghissima serie di spettacoli, in tanti paesi, in tante piazze, in tanti teatri, sempre con un’accoglienza sorprendente da parte del pubblico.

Nei “primi” trent’anni, con oltre 130 spettacoli rappresentati, molte sono state le persone che, nei diversi ruoli, hanno fatto parte del gruppo teatrale: oltre 90 attori, 20 ballerini, più di 25 tecnici e più di 20 musicisti. Numeri che ben danno il significato più vero di questa esperienza che si inserisce nel solco ultra centenario della storia della tradizione teatrale dialettale bronese.

«In questi anni la Compagnia – spiegano i componenti – ha avuto un ruolo importante nella valorizzazione del dialetto, della cultura popolare e della storia locale. Ha dato a molti l’opportunità di avvicinarsi all’arte del teatro, di cimentarsi sul palcoscenico, di mettersi in gioco, di impegnarsi per il proprio paese e ha cercato di offrire alla comunità occasioni di incontro. D’altronde a cosa serve il teatro se non principalmente a questo? A incontrarsi e riflettere – talvolta con il sorriso e talvolta con più serietà – sulla vita, sul proprio presente e sul proprio futuro. Senza dimenticare il fatto che la Compagnia è luogo di socializzazione e di condivisione».

Con un occhio di riguardo per le nuove generazioni. «Attualmente – continuano gli attori bronesi – della nostra compagine fa parte un bel gruppo di bambini e ragazzi dai 7 ai 16 anni, bravissimi, che si cimentano nello studio del dialetto e nella pratica teatrale e a loro volta si mettono, seppur giovani, a servizio del luogo in cui vivono. Siamo orgogliosi di loro, rappresentano il nostro futuro e ringraziamo le famiglie che sono al nostro fianco».

Un anniversario così significativo non poteva passare sotto silenzio e la Compagnia ha organizzato, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Broni, due eventi per fare festa insieme alla sua gente.

Il primo si terrà venerdì 14 aprile, alle 21, presso il Teatro “Carbonetti”. E siamo ancora qua è il titolo di un vero e proprio talk show che, tra immagini e parole, con tanti ospiti e tante sorprese, ripercorrerà la vicenda del gruppo teatrale.

Il secondo andrà in scena, sempre al Teatro “Carbonetti”, sabato 20 maggio, alle 21, con la rivista comico dialettale in due tempi I danè i fan danà, ma veg ni mia ghè da crià, la nuova produzione della Compagnia dialettale dell’oratorio di Broni per l’anno 2023. La regia dello spettacolo è affidata a Francesco Mastrandrea che da quest’anno è alla guida del sodalizio (prenotazioni: Biglietteria del Teatro “Carbonetti” il venerdì dalle 17 alle 19 e il sabato dalle 10 alle 12, tel. 0385/54691 – 366/8190785).

«Vogliamo che siano due occasioni di festa – l’invito dei “ragazzi” della Compagnia dialettale – per noi e per la nostra città, soprattutto per il nostro pubblico che non ci ha mai fatto mancare affetto e simpatia».

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