Una mamma lo sa?

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La festa della mamma è un tenero momento in cui abbiamo un affettuoso pensiero per le mamme e le nonne, ma mi ha fatto tornare alla mente una tipologia di mamma molto diversa da quella che festeggeremo domenica 9 maggio: la Mater Omniscens.

I miei ricordi sono un po’ lontani, ma credo che le situazioni vissute si ripetano con poche varianti, essendo questa particolare tipologia un evergreen del variopinto panorama femminile.

Dall’istante in cui lo stato di gravidanza viene palesato al di fuori della cerchia famigliare, ecco emergere la figura della mamma per tutte le stagioni: trattasi di una signora con qualche anno in più della gestante, corredata da una discendenza di almeno tre esemplari tra i 3 e i 10 anni. Pur essendo stata fino ad allora una semplice conoscenza, si insinua mellifluamente nelle frequentazioni intime: in un primo tempo appare solo interessata alla buona novella dell’attesa e si profonde in blandizie che la tempesta ormonale della destinataria non consente di smascherare.

Una volta nato il frugoletto, la Mater Omniscens può espletare il proprio ruolo al massimo delle potenzialità: si rivela medico, psicologa, sessuologa, organizzatrice di eventi, pedagogista, logopedista, campionessa olimpica di remise en forme, pediatra e chef pluristellata.

Si prodiga in consigli spassionati: co-sleeping, allattamento al seno a richiesta fino a 6 anni, svezzamento rigorosamente dopo i 2 anni, propaganda vax o no vax (a seconda delle proprie credenze). Dilata la propria attività fra i crocchi genitoriali all’esterno di asili e scuole dove con il suo fiuto sopraffino individua le mamme primipare e serpeggia tra confidenze, timidezze, difficoltà proponendo soluzioni polivalenti.

Il pargoletto ha la tonsillite? La Mater Omniscens sa quale antibiotico sia indicato e con un vero coup de théâtre improvvisa una dissertazione sulla differenza tra stafilococco, streptococco e pure coccobello. Il bambino non mangia le verdure? Nessun problema: con i suoi trucchi, alla fine pregherà di concedergli il bis di cavolini di Bruxelles al vapore! In prima elementare l’alunno piange perché vuole giocare anziché fare i compiti? La rediviva Maria Montessori lo trasformerà in un piccolo genio che implorerà di fare l’esame da privatista per iscriversi direttamente alla classe terza.

Come si esce dall’assedio perpetrato dalla mamma onnipotente? Ammettendo la debolezza: «Ti ringrazio infinitamente per i consigli e le premure (conviene prestare attenzione che il naso non si allunghi come a Pinocchio) ma una mamma conosce il proprio figlio, ci sono cose che sente, altre che può imparare, ma ce ne sono moltissime che non può apprendere. Può stare accanto al figlio con la testa, il cuore e l’istinto, ma non deve avere tutte le risposte. Una mamma non sempre lo sa».

silviamalaspina@libero.it

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