State a destra o a sinistra?

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di Patrizia Ferrando

Destra o sinistra? No, niente di politico. Siamo lontanissimi dai giorni in cui i posti dei deputati francesi generarono la definizione più comune delle collocazioni partitiche. Il lato destro e il lato sinistro entrano da tempi remoti fra le regole del galateo, fra le scelte dei gesti, nel linguaggio muto del posto fra cose e persone. Le regole sono molto semplici e risapute, però rimane interessante conoscerne le radici.

La norma base concerne il posto d’onore: ad esempio l’ospite di riguardo siede a destra della padrona di casa. Ma perché proprio a destra? È il luogo di quanto c’è di più importante, il lato del Vangelo. Veniva associato a limpidezza e luce, e alla mano che compie le azioni migliori.

A proposito di mani: fermo restando che, per fortuna, ormai da tempo non si usa più “censurare” i mancini, se non lo siete, resta poco educato versare da bere o porgere un piatto con la sinistra. Con la sinistra non si saluta, non si giura, non si brinda… e possiamo correlare questo elenco all’antico e brutto modo di dire sulla «mano del diavolo». Per quanto riguarda il servire e non solo, tuttavia, ai simboli più rarefatti si sovrappongono immagini cruente. Durante il Rinascimento, tanto per dire, non capitava così di rado che la gente finisse pugnalata a cena: così si guardava con sospetto chi mesceva “sbagliato”, poiché avrebbe potuto nascondere un’arma. Agli stessi cupi delitti risale il divieto di versare acqua o vino “alla traditore”, cioè rovesciando la mano. Con questo movimento, si sottintendeva l’atto di aprire un anello e far scivolare un veleno nel bicchie-re. Nelle tradizioni riguardanti le coppie, però, qualcosa cambia. Cominciamo dagli anelli, di fidanzamento e nuziali: si portano all’anulare sinistro, in ossequio a una tradizione millenaria, per la quale, prima ancora che Roma formasse il suo impero, si diceva che da quel dito partisse la Vena Amoris, un vaso sanguigno che sarebbe giunto dritto al cuore. Lo sposo, accanto alla sposa, deve restare sulla destra non per retaggio onorifico, ma perché, in senso figurato, dovrebbe sguainare la spada per difenderla in caso di pericolo. Oggi ognuno sceglie il lato del letto matrimoniale che preferisce, però un tempo l’uomo doveva dormire, per gli stessi motivi, più vicino alla porta e “a mano libera”. Nelle scale, signore e persone di riguardo passano prima in salita, dopo in discesa, e il retroterra consiste nel limitare i danni di eventuali cadute. Per la strada, il lato migliore è quello protetto, non sulla carreggiata. Se, però, c’è un lato “bello”, come una vetrata panoramica, la gentilezza spinge a lasciare la vista migliore a chi vogliamo omaggiare.

patrizia.marta.ferrando@gmail.com

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