«Si vince andando verso l’altro e verso l’alto»

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Le Olimpiadi Iriensi. Si è conclusa con la premiazione di sabato la sfida sportiva tra le scuole di Voghera: giornate di condivisione e di arricchimento. Ad applaudire i giovani c’era anche il vescovo

DI DANIELA CATALANO

Esattamente due mesi prima dell’inizio delle Olimpiadi di Parigi, il 25 maggio sono terminate quelle di Voghera… Sì, avete capito bene! Sabato sera la città ha ospitato una grande festa per la premiazione delle “Olimpiadi… Iriensi”, la manifestazione sportiva che “imita” non solo nel nome i più celebri giochi olimpici, nati nell’antica Grecia.

L’idea è venuta a Francesco De Salvo, giovane studente del “Galilei”, che nel 2019, mentre frequentava il 4° anno del liceo ed era rappresentante d’istituto, insieme a un amico, ha proposto ai suoi insegnanti un’iniziativa sportiva davvero innovativa. «Ho pensato di realizzare un grande torneo sportivo che coinvolgesse tutte le scuole cittadine. – racconta De Salvo – Io e un mio amico siamo stati gli organizzatori della prima edizione che si è svolta a maggio.

Per un mese si sono disputate competizioni per tutti gli sport, in forma itinerante. Erano previste tappe al Campo Giovani e al “Don Orione” a Voghera e poi al Golf Club di Salice Terme. Per includere anche i ragazzi meno sportivi, abbiamo deciso di inserire anche i tornei di scopone, scala 40, biliardino e ping-pong».

Grazie al grande successo ottenuto, Francesco e l’amico decidono di riproporre l’evento l’anno dopo, ma nella primavera del 2020 il Covid blocca tutto.

Nel 2022, dopo l’arrivo in città di mons. Marco Daniele e don Cristiano Orezzi, parroci della Comunità pastorale vogherese, l’idea delle “Iriensi” torna alla ribalta e conquista i due sacerdoti che chiedono a Francesco e ad altri giovani di ripetere l’esperienza. Così si scende di nuovo in campo, con successo, nel 2023, quando l’organizzazione si amplia e l’evento sportivo diventa più strutturato, con il sostegno del Comune, degli istituti scolastici, della stessa Comunità pastorale e dell’Oratorio “San Giovanni Bosco”. E nel 2024 l’avventura si ripete.

«Alla base delle “Iriensi” – aggiunge Francesco – c’è la voglia di divertirsi e soprattutto di incontrarsi. Sono un momento di aggregazione che consente ai ragazzi di uscire dalla monotonia e di ritrovarsi non solo per gareggiare, ma anche per affrontare vari argomenti propri della loro età. Per ogni giornata, infatti, è stato scelto un tema introdotto da una riflessione di don Cristiano, prima di iniziare a gareggiare nello sport. Metaforicamente, è come se avessimo aperto una grande piazza, permettendo agli studenti dalla prima alla quinta superiore di competere sportivamente, ma soprattutto di discutere e confrontarsi tra coetanei appartenenti a realtà differenti, in modo costruttivo e adulto».

Durante le giornate si è parlato anche della fede e delle scelte della vita: «Sono state giornate in cui i giovani hanno avuto modo di approfondire aspetti profondi – sottolinea Lorenzo Boccacin, un altro dei giovani organizzatori – e di sperimentare un’esperienza diversa e coinvolgente, conoscendo meglio e da vicino la realtà dell’oratorio».

Sono stati 450 gli studenti delle scuole superiori cittadine (“Galilei”, “Gallini”, “Maragliano”, “Maserati”, “Baratta”, “Enaip” e “Santachiara”) che hanno partecipato quest’anno alle “Iriensi”, iniziate il 29 aprile, con varie competizioni sportive distribuite tra il Campo Giovani (100 metri, salto in lungo, getto del peso, 1500 metri e staffetta 4×100), la Polisportiva “Don Orione” (calcio, pallavolo, basket, calcio balilla, ping-pong e tiro con l’arco) e il Golf di Salice Terme (paddle, scopone, scala 40, beach volley, calcio tennis e basket 3v3).

Il filo conduttore, ancora una volta, è stato il tema “A Voghera il futuro scende in campo” e tutta la manifestazione è stata dedicata a Maurizio Schiavi, docente di educazione motoria e, per un certo periodo, assessore allo Sport del Comune.

Venerdì scorso, tra lo stadio “Parisi” e il PalaOltrepo, sono andate in scena le finali di calcio, basket e pallavolo e sabato, dalle ore 19, nell’area dell’ex Caserma di cavalleria, si è svolta la serata finale, presentata da Francesco De Salvo e Giacomo Moscato, con le premiazioni alle quali ha partecipato anche il vescovo Mons. Guido Marini.

«È stato proprio lui che, dopo averci salutato e ringraziato, – racconta Lorenzo – ha fatto il paragone tra le Olimpiadi e la vita. Per vincere in entrambi i casi è importante “andare verso l’altro e verso l’alto”, cioè aiutarsi e sostenersi e rivolgersi al Signore che ci ama e ci sostiene». In questa occasione gli studenti hanno consegnato una lettera indirizzata all’Amministrazione comunale, con idee e proposte per la Voghera di domani, realizzata con la collaborazione del Msac.

L’importanza dello sport è stata evidenziata dall’assessore alla partita Giuseppe Giovanetti: «Le “Iriensi” rappresentano un’occasione unica per gli studenti di dimostrare le proprie abilità, sfidandosi in diverse discipline e creando un’atmosfera di sana competizione». Ad applaudire gli sportivi c’erano l’onorevole Elena Lucchini, la moglie di Schiavi, alcune ragazze del Msac, i rappresentanti della Bper, sponsor dell’evento, l’atleta paralimpico Daniele Riva, insieme alla sindaca Paola Garlaschelli, che ha avuto parole di gratitudine per la Comunità pastorale di Voghera e «per tutti gli studenti che si sono impegnati con grande entusiasmo».

«Le “Iriensi” hanno un unico grande obiettivo: incontrare i ragazzi e mostrare loro che c’è qualcuno che ha a cuore la loro vita, la loro crescita umana e cristiana all’interno della realtà cittadina. – afferma don Cristiano Orezzi – Ed è bello scoprire che c’è tanto lavoro, impegno e un grande desiderio di bene alla base di questa esperienza che può davvero aiutare i giovani a far sentire la loro voce per essere ascoltati e accolti».

Sono stati infatti i giovani dell’istituto “Galilei” a ricevere, dalle mani del vescovo, la coppa dei vincitori, ma nella notte vogherese tutti i partecipanti si sono sentiti un po’ campioni perché hanno assaporato il gusto dell’amicizia e della condivisione.

Una vittoria questa che non tramonterà mai.

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