Santi tra i formaggi

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di Maria Pia e Gianni Mussini

La puntata della nostra rubrica di qualche settimana fa portava il titolo “Uscire dal guscio”. Raccontavamo della felice metamorfosi di una prosaica commissione in centro in un’occasione di incontri inaspettati e vivaci: la filosofia di Gianni, che ama appunto uscire dal guscio e mettersi “a disposizione” del caso (che di solito lo favorisce…) trascinando in queste piccole o grandi avventure la recalcitrante Maria Pia, più portata a muoversi secondo un preciso programma. A tutt’e due piace comunque quella che il poeta triestino Umberto Saba chiama la “calda vita” pulsante nel cuore antico delle città.

Ebbene, la settimana scorsa l’esperimento si è ripetuto, riservandoci nuove sorprese. Usciti per adempiere al dovere della vaccinazione antinfluenzale, al ritorno – dopo un buon caffè e una visita in chiesa – siamo passati nel mezzo del mercato cittadino. Anche qui, sono da far notare le differenze: mentre Maria Pia, fedelissima al suo supermercato d’elezione, era sostanzialmente indifferente alla merce esposta sulle bancarelle, Gianni ne valutava con avidità ogni dettaglio. Ed è riuscito a fermarsi a una bancarella di salumi e formaggi, effettivamente attraenti specie all’ora dell’aperitivo. Con la scusa di comprare un salame di Varzi da portare alla golosissima nipotina esiliata nella terra dei würstel, si è poi lasciato attrarre dagli assaggi di un particolare formaggio grana, che come naturale ha deciso di comperare, insieme a fette di provolone, salamini al tartufo e via in crescendo…

E Maria Pia? Rassegnata a questa spesa fuori programma, annuiva alle richieste del marito come si concede un altro giro di giostra ai bambini al parco giochi. Ma nel frattempo si era aperta una conversazione interessante con i due formaggiai, originari di Sant’Angelo Lodigiano, secondo la leggenda “città di ladri e di assassini” (in rima appunto con Santangiolini) ma in realtà piuttosto città di santi, come la patrona dei migranti Francesca Cabrini e il servo di Dio Giancarlo Bertolotti, il ginecologo nostro carissimo amico che – lo abbiamo già ricordato una volta – fu strenuo difensore della vita favorendo la nascita di centinaia di bambini destinati a non vedere la luce.

Naturalmente si è parlato di lui, che i formaggiai conoscevano bene. Uno dei due vantava l’intervento del proprio padre nella costruzione della casa di Giancarlo; e, pur professandosi ateo, dichiarava senza mezzi termini che Giancarlo era una brava persona e nelle brave persone si deve credere… L’altro, dal temperamento diciamo così più mistico, al sentir parlare di Giancarlo era visibilmente commosso.

Insomma, ci torneremo dai due formaggiai santangiolini. Perché, mettendosi a disposizione del caso – come abbiamo detto in apertura – alla fine ci si sorprende felicemente ingarbugliati tra i fili della Provvidenza.

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