Santa Giacinta Marto

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Il 20 febbraio 1920, pochi giorni prima di compiere dieci ani, moriva la piccola Giacinta Marto, canonizzata il 13 maggio del 2000 da Giovanni Paolo II, insieme al fratello Fran cisco e ricordata nel giorno della sua morte. Insieme alla cugina Lucia dos Santos, i due furono testimoni dell’apparizione della Madonna a Fatima nel 1917. Proprio grazie alle “Memorie” scritte da Lucia dopo che era diventata suora, si conoscono molti particolari della vita di Giacinta, che dei tre pastorelli «fu quella a cui la Vergine Santissima ha comunicato maggior abbondanza di grazie e maggior conoscenza di Dio e della virtù». Settima figlia di Manuel Pedro e Olimpia de Jesus, nacque in Portogallo, ad Aljustrel, l’11 marzo 1910 e condusse un’esistenza tranquilla e riservata.

A 6 anni, insieme a Francisco, cominciò a portare al pascolo il gregge della famiglia e con loro c’era pure la  Lucia. Nel 1916 i tre videro per tre volte l’Angelo della Pace, che li invitava all’adorazione e a consacrare il loro tempo a Dio. Tra maggio e ottobre del 1917, il 13 di ogni mese (tran ne in agosto che fu il 19), furono visitati dalla Vergine.

Nel primo incontro la Madonna chiese ai tre: «Volete offrirvi a Dio?». E loro risposero: «Sì vogliamo» e da quel momento iniziarono una vita di preghiera, di raccoglimento e di immolazione. Nonostante la giovane età il cambiamento per Giacinta fu radicale, perché  sviluppò un grande spirito di sacrificio. Si privava anche della merenda per aiutare i bambini di due famiglie bisognose, e la sua preoccupazione più grande era la salvezza delle anime dei peccatori, per cui pregava sempre. Nella sua semplicità capì che l’inferno era una realtà terribile e che a lei era chiesto di impegnarsi perché tante persone potessero evitare questo castigo. «Quanta compassione sento per i peccatori! Se potessi mostrar loro l’Inferno!», era una delle frasi che diceva, meditando sul fatto che molti, se avessero conosciuto cosa attende chi rifiuta Dio, non avrebbero peccato. Per la sua profonda pietà, intensificò le penitenze. Divenne «insaziabile nella pratica del sacrificio» e cercava di inventarsene di nuovi. Già gravemente ammalata, parlando di Gesù e Maria, disse che «mi piace tanto soffrire per il loro amore» e aggiunse: «Essi amano molto chi soffre per convertire i peccatori». Giacinta, come il fratello, fu vittima dell’epidemia di febbre spagnola. Nel gennaio del 1920 fu portata in ospedale a Lisbona per essere curata e pochi giorni dopo morì. È sepolta, insieme a Francisco, nella basilica di Fatima.

Daniela Catalano

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