San Giovanni Berchmans

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Giovanni (Jan) Berchmans, il santo di questa settimana, che la Chiesa ricorda il 13 agosto, è il patrono della gioventù studentesca, insieme a Luigi Gonzaga e a Stanislao Kostka.

Nacque il 12 marzo 1599 a Diest nelle Fiandre, primogenito di cinque figli. Nel 1609, a causa di una malattia della madre, fu affidato al pensionato retto dal parroco. Avviato alla vita ecclesiastica, iniziò gli studi nella “Scuola Grande” di Diest. Nel 1612 il padre, a causa della sua situazione economica, chiese al giovane di imparare un mestiere. Nello stesso anno, però, Giovanni fu accolto nella casa di un canonico, a Malines, come cameriere e come istitutore di alcuni giovani della nobiltà e continuò a studiare. Nel 1615 i Gesuiti aprirono un collegio a Malines e lì proseguì gli studi di retorica, divenendo membro della Congregazione Mariana. Leggendo una biografia di san Luigi Gonzaga, capì che Dio lo chiamava nella Compagnia di Gesù. Dopo un solo anno di noviziato, gli fu permesso fare i voti e fu nominato prefetto dei novizi. Alla fine del noviziato, il 24 settembre 1618, fu prescelto per essere inviato a Roma per gli studi filosofici al Collegio Romano, nei quali si distinse per la sua intelligenza e per la profondità delle sue conoscenze. Il 7 agosto 1621 fu assalito da violente febbri, accompagnate da infiammazione polmonare e morì il 13 agosto 1621 a soli 22 anni. Educato dall’infanzia secondo i principi dell’antica scuola ascetico-mistica dei Paesi Bassi, si aprì completamente agli insegnamenti ignaziani e maturò oltre a una profonda pietà e un’ardente devozione verso l’Eucaristia e la Vergine Maria, un sano realismo spirituale. Riuscì a eseguire le cose ordinarie in modo straordinario e a diventare il santo della vita comune, attraverso una spiritualità fatta di gioia e serenità nel Signore, di amore operoso, di seria castità e di esperienza mistica. La profonda unione amorosa a Dio e la sua sorridente attuazione operosa nella vita concreta esercitarono un fascino straordinario su quanti ebbero la fortuna di conoscerlo e spiegano la sorprendente fama di santità di cui godette quando morì. Il suo processo di beatificazione iniziò subito dopo la morte ma fu interrotto a causa della soppressione dell’Ordine nel 1773 e riprese dopo il 1814, quando fu restaurata la Compagnia di Gesù.

Fu canonizzato da papa Leone XIII il 15 gennaio 1888. Il suo corpo riposa nella chiesa di S. Ignazio a Roma, mentre il suo cuore è venerato nella chiesa dei padri gesuiti a Lovanio.

Daniela Catalano

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