Pinocchio deve andare a scuola

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L’assenza. È incomprensibile che il libro di Collodi non rientri nelle letture scolastiche. Ecco perché è stata lanciata una petizione per inserirlo tra i libri di testo. “Il Popolo” l’ha firmata, e tu cosa aspetti?

Il burattino più famoso nel mondo deve andare a scuola, anzi, deve entrare a scuola: è questo l’appello lanciato al Ministero dell’Istruzione dalla Fondazione “Collodi” che ha dichiarato: «La sua valenza didattica ed educativa è universalmente riconosciuta. È ora di colmare l’assenza sorprendente di Pinocchio dalle letture adottate nelle scuole». Insomma, “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino” (questo il titolo originale dell’opera di Carlo Lorenzini, in arte Collodi, uscita per la prima volta a Firenze tra il 1881 e il 1883) deve essere inserito tra i libri di testo e diventare una lettura obbligatoria per tutti gli studenti. Non è strano che il secondo libro più tradotto al mondo dopo la Bibbia sia assente dai nostri programmi scolastici? E non stupisce che la Fondazione Nazionale “Carlo Collodi” abbia fatto di più e abbia lanciato una petizione su “Change.org” per diffonderne la lettura in classe. “L’opera ‘Le Avventure di Pinocchio. Storia di un burattino’ – si legge nell’appello presentato sul sito e indirizzato al Ministero – è universalmente considerata uno dei capisaldi della letteratura proprio per la sua valenza didattica e formativa e come espressione della giovinezza.

Tuttavia, Pinocchio risulta sorprendentemente assente dalle letture adottate nelle Scuole italiane, a differenza di altri Paesi che ne prevedono l’obbligo di lettura in classe, nonostante la sua estrema valenza didattica e formativa come espressione della giovinezza e metafora della crescita. L’obiettivo di questa petizione è infatti quello di portare Pinocchio negli istituti italiani così da diffondere i suoi valori e principi nell’istruzione”. Nel frattempo, fra pochi giorni uscirà nelle sale l’atteso film di Matteo Garrone su Pinocchio con Benigni nei panni di mastro Geppetto, a testimonianza che la fiaba continua ad affascinare grandi e piccini. “Il libro è venduto in milioni di copie e tradotto ovunque: si può dire che si tratta del romanzo italiano più conosciuto al mondo. – ha scritto il critico letterario del Corriere della Sera Paolo Di Stefano – Certamente più dei ‘Promessi sposi’. E per l’ennesima volta non si può perdere l’occasione per gridare allo scandalo nel constatare che i programmi delle scuole secondarie italiane si ostinano a ignorare quello che Raffaele La Capria definisce addirittura ‘l’unico personaggio della letteratura italiana’, un burattino ribelle che rivela molti tratti del nostro carattere nazionale e offre tante di quelle letture possibili da far girare la testa. Consulto un’antologia a caso delle medie e trovo un Ottocento che inizia con D’Azeglio e prosegue con Foscolo, Manzoni, Leopardi, Carducci, Verga, Pascoli, si sofferma stancamente sul verismo e sul decadentismo, ma di Collodi neanche l’ombra. È incomprensibile l’emarginazione di Pinocchio nel presunto settore paraletterario per l’infanzia: Pinocchio è semplicemente un capolavoro”.

Noi amiamo Pinocchio e condividiamo l’appello lanciato dalla Fondazione. Per questo il nostro direttore, a nome della Redazione, ha firmato la petizione su “Change.org”. E tu cosa aspetti a far entrare Pinocchio a scuola?

LINK ALLA PETIZIONE: https://www.change.org/p/ministero-dell-istruzione-dell-universit%C3%A0-e-della-ricerca-leggere-pinocchio-nelle-scuole-italiane?recruiter=1002415946&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink&utm_campaign=share_petition

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