Nelle Rsa è tempo di veri abbracci

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Adesso si parla di «rischio calcolato» per le riaperture. Il 17 maggio le valutazioni del Governo sulla nuova fase. I vaccini procedono regolarmente. Lezioni nelle scuole in estate

Un «rischio calcolato». È così che il presidente del Consiglio Mario Draghi ha definito le possibili nuove aperture che il Governo dovrebbe annunciare la settimana prossima se i dati incoraggianti degli ultimi giorni confermeranno la tendenza. La data attesa dovrebbe essere quella del 17 maggio per la valutazione sulla ripresa di alcune attività: palestre e piscine al chiuso, il settore del wedding, bar e ristoranti che attendono di poter lavorare anche al chiuso dopo la timida ripartenza all’aperto. Tiene sempre banco il coprifuoco con ipotesi di posticipo alle 23 o alle 24.

Sul versante più strettamente sanitario, continua la campagna vaccinale. Ormai a livello nazionale si è raggiunta la soglia del mezzo milione di somministrazioni giornaliere. La Lombardia, dove da lunedì 10 maggio anche i cittadini cinquantenni possono prenotarsi, si è messa a correre e viaggia a una media di centomila iniezioni al giorno. In Piemonte la campagna prosegue regolarmente con oltre 30 mila inoculazioni quotidiane. Intanto a Broni continuano i lavori in vista dell’apertura fra alcuni giorni dell’Hub territoriale Broni-Stradella, in cui saranno coinvolti una trentina di medici di famiglia. È di queste ore la campagna rivolta ai cittadini per la ricerca di personale volontario per i servizi di prenotazione e di accoglienza e amministrazione. In molti hanno già dato la propria adesione. Da domenica 9 maggio è possibile ritornare a far visita ai propri cari che sono ospiti delle residenze sanitarie. Lo ha stabilito un’ordinanza del Ministero della Salute firmata da Roberto Speranza che detta le norme da osservare per riabbracciare in sicurezza madri, padri, nonni: “certificato verde” di avvenuta vaccinazione, di guarigione dalla malattia negli ultimi 6 mesi o referto negativo di un tampone effettuato nelle 48 ore precedenti la visita; prenotazione dell’appuntamento con non più di 2 visitatori per ospite, incontri da tenersi preferibilmente in spazi aperti o in locali dedicati. Le strutture assistenziali operanti nel nostro territorio in questi giorni si stanno organizzando. «Lunedì – afferma il direttore generale della Rsa “Pezzani” di Voghera, Temistocle Cioffi – ho convocato un tavolo tecnico proprio allo scopo di tradurre in pratica la nuova ordinanza del ministro della Salute. Noi come struttura, dove attualmente abbiamo 95 ospiti, siamo pronti a riaprire in base alle ultime disposizioni, dal momento che in questi mesi ci siamo mossi, pur nel massimo rispetto delle norme anti Covid, per favorire il contatto tra gli ospiti e i loro parenti. Certo l’ultima ordinanza è davvero un significativo passo nella direzione della normalità, prevedendo anche il contatto fisico, ben altra cosa rispetto ai divisori in plexiglas o alle video chiamate come peraltro abbiamo utilizzato per favorire la socialità».

Sul fronte della scuola, continua a far discutere l’eventualità, annunciata dal Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, di tenere aperte le scuole anche nel periodo estivo così da consentire a bambini e ragazzi di «rafforzare gli apprendimenti e recuperare la socialità».

Alla gran parte dei dirigenti delle nostre scuole piace soprattutto la “fase 1” del progetto, che prevede nel mese di giugno, dopo la fine delle lezioni, attività di rinforzo della didattica per colmare le lacune di un anno molto particolare. Qualche dubbio in più sulla “fase 2”, tra luglio e agosto, che dovrebbe essere dedicata alla socializzazione con attività di aggregazione, laboratori, giochi, da svolgere all’aperto. Infine la “fase 3”, a settembre, prima della ripresa delle lezioni, per i tradizionali corsi di recupero. Non mancano comunque le incognite che riguardano principalmente l’adesione di alunni e insegnanti, soprattutto nel periodo delle vacanze, visto che la partecipazione resta su base volontaria.

«Credo che sia una bella opportunità e sicuramente qualcosa faremo. – spiega il preside dell’Istituto “Faravelli” di Broni e Stradella Roberto Olivieri – Sicuramente potenzieremo la parte che riguarda la didattica, mentre sulla parte di socializzazione ci proveremo, ma non possiamo sostituirci ai centri estivi. Qualche idea comunque è già uscita».

Marco Rezzani

(Nella foto: la RSA “Pezzani” di Voghera)

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