L’Oltrepò non può essere paralizzato dal traffico

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Caos viabilità tra Casteggio, Broni e Stradella. Dopo gli episodi di lunedì 17 luglio si è acceso il dibattito sulla sicurezza lungo l’A21 e la via Emilia. Un problema che interessa i cittadini, i camionisti, le aziende

di Oliviero Maggi

Terza corsia sulla A21 o divieto di sorpasso tra i Tir? Si accende il dibattito sulla sicurezza lungo il tratto oltrepadano della Torino-Piacenza dopo che lunedì 17 luglio è scoppiato il caos viabilità tra i caselli di Broni-Stradella e Casteggio a causa di una serie di incidenti tra mezzi pesanti (fortunatamente senza feriti gravi) che hanno portato anche alla demolizione di un cavalcavia, all’altezza di Broni, lesionato da uno degli schianti.

Il traffico paralizzato sull’autostrada ha creato non pochi problemi anche alla viabilità ordinaria, con lunghe code e rallentamenti sulla SS10 Padana Inferiore e sulla Bronese verso il ponte della Becca, peggiorati dalla chiusura delle due rampe che portano al casello.

Di fronte a questa emergenza, il vicepresidente del Senato, Gianmarco Centinaio, e il presidente della Provincia, Giovanni Palli, hanno convocato mercoledì scorso a Stradella i sindaci dell’asse dell’A21 e della via Emilia lanciando la proposta di introdurre il divieto di sorpasso tra mezzi pesanti, come avviene con successo sulla A22 Modena-Brennero.

«Gli incidenti dei giorni scorsi rappresentano solo l’apice di una situazione che, da tempo, è diventata insostenibile. – afferma Centinaio – Le colonne di camion, i loro sorpassi a volte azzardati, oltre al traffico dei turisti di questo periodo, bloccano un’autostrada che è ancora rimasta a due corsie. Mi metto a disposizione per fare da tramite con il ministro Matteo Salvini e favorire un incontro, ma prima era giusto confrontarsi con i sindaci, anche per chiarire meglio quali interventi richiedere sulla A21 ed eventualmente sulle altre strade del territorio».

Sono 30 mila i mezzi pesanti che transitano ogni giorno sulla Torino-Piacenza (il 30% dei veicoli che viaggiano sull’arteria), un numero simile ad altre tratte più strategiche del Nord Italia, come, ad esempio, la Torino-Milano. «Uno degli assi viari più cruciali del nostro territorio, quello relativo all’autostrada A21 e all’asse della via Emilia, non può essere messo sotto scacco per giorni interi da camion impazziti che bloccano l’Oltrepò pavese e tutta la provincia di Pavia, le sue imprese e i suoi cittadini. – commenta Palli – L’aumento dei flussi di mezzi pesanti su queste direttrici deve portarci a una riflessione coordinata con i sindaci del territorio sui nodi più critici, volta a definire una scala di priorità. Tale situazione, però, deve vederci immediatamente reattivi nel richiedere con forza misure più restrittive e sicure, come ad esempio il divieto di sorpasso per i mezzi pesanti, al fine di tutelare i tanti concittadini che ogni giorno frequentano tale asse autostradale».

Il Comitato Ponte Becca si spinge oltre e auspica la realizzazione della terza corsia dell’autostrada, annunciando di aver avviato un tavolo con alcuni sindaci dell’Oltrepò per studiare soluzioni viabilistiche che evitino il transito dei camion dalla zona del casello e delle logistiche di Broni verso il ponte della Becca.

L’opzione terza corsia è appoggiata anche dagli autotrasportatori pavesi. «La proposta di vietare i sorpassi sull’A21 rischia di essere controproducente per la sicurezza stradale: un trasporto eccezionale, o semplicemente veicoli particolarmente lenti, formerebbero code infinite di veicoli pesanti, che rischierebbero di essere un intralcio anche a coloro che vorrebbero immettersi o uscire dall’autostrada, rischiando di creare situazioni pericolose per la sicurezza stradale. La soluzione al problema è la creazione della terza corsia» – è il parere di Rino Pizzano, presidente Cna Fita Pavia. Ma il caos traffico sulla A21 sta causando non pochi problemi anche a un’azienda agricola e ad alcuni residenti di località Prati Grandi a Broni, rimasti quasi isolati dalla demolizione del cavalcavia, che consentiva il collegamento con via dei Mille a Broni. Per questo il Comune di Broni ha preso contatti con la concessionaria Satap chiedendo che sia prevista una viabilità alternativa temporanea, sistemando una strada di campagna che collega i Prati Grandi con la località Casa Bernini.

Tangenziale, gronda, bretella. Le soluzioni dei sindaci

Tangenziali esterne per deviare il traffico pesante dai centri abitati. Il caos viabilistico delle scorse settimane sulla A21 ha spinto i Comuni della zona ad accelerare sui progetti di bretelle stradali alternative per evitare la congestione lungo le strade provinciali e ordinarie, anche in caso di eventi straordinari come quello accaduto sull’autostrada. L’Amministrazione comunale di Broni, ad esempio, ha avviato una trattativa con le Ferrovie, che dovrebbero realizzare una tangenziale a nord della città come opera compensativa del progetto di soppressione dei passaggi a livello lungo la linea ferroviaria. «La realizzazione di una tangenziale esterna per deviare i mezzi pesanti fuori dal centro abitato è un progetto molto concreto, per il quale ci sono già stati diversi incontri con i tecnici di Rfi. – conferma il sindaco di Broni, Antonio Riviezzi – Ci sono buone probabilità che la proposta venga accettata, anche perché ormai quella che prima era una statale adesso è diventata parte del centro abitato».

Anche Stradella sta lavorando per arrivare il prima possibile all’avvio dei lavori della gronda nord: «Come avevo anticipato in consiglio comunale, il nostro tecnico in questi giorni ha preparato tutta la documentazione che ha consegnato ai soggetti attuatori per trasmettere poi il tutto in Provincia. – spiega il sindaco Alessandro Cantù – La gronda è un’opera indispensabile, ma complessa dal punto di vista burocratico, che ci consentirà di migliorare la viabilità e quindi la vivibilità per i nostri cittadini».

Infine, il Comune di Portalbera sta spingendo per il via libera a una tangenziale di 800 metri che devii i camion dalla rotatoria di viale Libertà a quella di località San Pietro, togliendo il traffico pesante da via San Rocco, strada provinciale che passa in mezzo al centro abitato. «Questa tangenziale potrebbe anche essere una valida alternativa alla realizzazione del terzo lotto della gronda di Stradella. – afferma il sindaco Maurizio Gramegna – In questo modo i primi due lotti potrebbero poi collegarsi direttamente alla nostra bretella».

o.m.

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