La nuova via di Eleonora

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di Maria Pia e Gianni Mussini

La nostra è una famiglia allargata e perennemente connessa, visto che i figli lontani sono a portata di smartphone 24h… Ma in realtà manteniamo relazioni fedeli con le più diverse persone che la vita ci ha fatto incontrare.

Una di queste non l’abbiamo mai conosciuta in carne e ossa, eppure la frequentiamo con discreta regolarità. Si tratta di Eleonora Porcu, ginecologa e docente universitaria a Bologna, oltre che membro del Consiglio superiore di Sanità.

L’aveva scoperta Gianni ai tempi del referendum sulla fecondazione artificiale (2005). Era uscito sul Corriere Salute uno scambio puntuto tra lei e il suo maestro Carlo Flamigni, luminare della fecondazione assistita (scomparso un anno fa). La Porcu aveva autonomamente individuato una nuova via che, con il congelamento dei soli ovociti, impedisse il sacrificio di embrioni umani.

Flamigni, uomo generoso e dal temperamento sanguigno, replicò con parole che meriterebbero di stare in un manuale di logica… al contrario. Prima di tutto puntò su un espediente dialettico ricorrente in certi laici poco laici: “Quando affidai la terapia della sterilità ad Eleonora, sapevo che, da brava cattolica, avrebbe avuto qualche difficoltà”. Da brava cattolica, ecco la designazione di un nemico apriori! Ma poi andò oltre: “Affermare [come aveva fatto la Porcu] che ‘difendere il destino degli embrioni… tocca tutti, laici, atei, semplicemente uomini’ è tra le cose più dogmatiche che ho letto recentemente”. Dopo tutto, aggiunse Flamigni, “un embrione è un ovocita fertilizzato, niente più”. Per concludere con un colpo di coda ancora da vero maestro di logica… al contrario: “E vorrei sottolineare che alcuni embriologi che lo affermano credono nell’esistenza dell’anima”.

Che cosa c’entri l’anima non si capisce, ma Eleonora rispose con un colpo da KO: “I bravi cattolici per definizione non si occupano di fecondazione assistita. Come medico laico mi è pesato fronteggiare il problema degli embrioni abbandonati e come ricercatore laico ho cercato soluzioni. Perché per me e per molti scienziati l’embrione è un ovocita fecondato, niente di meno”.

Niente di meno. Naturale che Gianni s’innamorò perdutamente (ricambiato…) di Eleonora, la contattò e le fece conoscere un altro gigante della difesa dell’embrione, il professor Angelo Vescovi (ateo prolife).

Di recente Eleonora ha scritto su Avvenire un articolo sulla Gestazione per altri (utero in affitto) dove, con la medesima lucidità, chiarisce in modo definitivo i termini della questione partendo dai ripetuti scambi biochimici che in una gravidanza si determinano tra madre e figlio e che, interrotti dalla consegna del bambino a un’altra “madre”, creano problemi a tutt’e due. Conclude la Porcu che “il primo diritto di un bambino è… non essere usato come genere di consumo ottenuto a ogni costo”.

Un tema su cui torneremo. Promesso.

cantiamolavita@katamail.com

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