«La gloria di Dio si rivela sulla croce»

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La parola del vescovo del mercoledì e della domenica

TORTONA – In questi giorni sconvolti dall’emergenza Coronavirus non viene mai meno la preghiera incessante del vescovo per la sua diocesi. Ogni sera, nella cappella dell’episcopio, Mons. Viola ricorda al Signore le anime di quanti sono morti durante la giornata a causa dell’epidemia e le affida alla clemenza del Padre, nella celebrazione eucaristica delle ore 18.30 e poi nella recita del Rosario alle ore 21 e nella Via Crucis del venerdì, tutti trasmessi in streaming sul sito di Radio Pnr, del Popolo e della Diocesi. Mercoledì sera, nella catechesi quaresimale, il pastore diocesano offre una lettura approfondita della parola evangelica. Sono molti e numerosi i fedeli che si collegano in diretta e che seguono sul web questi momenti che sono “ossigeno” per l’anima. La scorsa settimana, l’11 marzo, dopo aver recitato una preghiera della mistica Adrienne Von Speyr, ha esortato a porsi in ascolto, anche se è difficile «rientrare in noi stessi» e «a cercare il senso di ciò che siamo chiamati a vivere». «Questo tempo difficile è comunque tempo di grazia nel quale dare spazio alla Parola. La quaresima ci aiuta a guardarci dentro e a capire la bellezza del brano della trasfigurazione» che è stato letto nella Messa di domenica 8 marzo. In questa pagina dell’evangelista Matteo si possono cogliere chiare reminiscenze bibliche soprattutto legate al libro dell’Esodo con la manifestazione di Dio nella gloria, che ha tutti gli aspetti della teofania classica.

Il monte, la luce, la presenza dei profeti per indicare il compimento del cammino del popolo di Israele e la nube come quella che lo accompagnava nel deserto. «La manifestazione sorprende i discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni che appaiono inadeguati.

Gesù chiama loro tre a condividere la manifestazione della sua gloria, di fronte alla quale restano sbigottiti. – così Padre Vittorio spiega la loro presenza sul Tabor – A loro viene chiesto semplicemente di essere testimoni oculari proprio di quella gloria, di cui capiranno la portata solo dopo la resurrezione».

La Parola invita a «lasciarsi portare dal Signore sul monte della sua trasfigurazione – senza cercare scuse come quella di non essere adatti – per entrare dentro la gloria che ci ha raggiunto passando attraverso la tenera fitta della sua passione». In questo senso anche questi giorni che viviamo sono un luogo dove abbiamo la possibilità di partecipare all’offerta del Figlio che ha trasformato il dolore con il suo amore. Il vescovo ha poi citato il dialogo tra San Serafino di Sa-rov, monaco russo, e il suo discepolo nel quale il santo spiega la trasfigurazione attraverso «il dono dello spirito che prende possesso di noi e ci fa partecipi dello stesso percorso di glorificazione che il Figlio ha tracciato per noi».

Solo se saremo capaci di essere docili all’azione dello Spirito Santo, ricevuto nel battesimo, sarà possibile «imparare la sapienza sempre nuova della croce che ci fa certi della risurrezione di Gesù».

Nell’omelia della Santa Messa di domenica 15 marzo Mons. Viola ha posto l’accento sul tema della sete di cui parla il brano che racconta l’incontro di Gesù con la samaritana al pozzo di Giacobbe.

In quella richiesta di acqua del Figlio di Dio è annunciato il momento della passione quando lui sulla croce dirà nuovamente «Ho sete». Nella sua affermazione si cela «la sua sete di tutti noi. Lui – ha aggiunto il presule – desidera dissetarci con la sua acqua viva.

Dall’incontro con il suo amore nasce la missione della Chiesa che testimonia al mondo il desiderio che il Padre ha di ciascuno di noi».

L’eucaristia, la Via Crucis e la catechesi settimanale sono molto seguiti sul web e per coloro – sempre  numerosi – che si connettono sono uno strumento efficace per restare uniti in questi momenti difficili e per fare “esperienza di Chiesa”, pur in assenza della comunità riunita.

Daniela Catalano

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