La Giornata del Ringraziamento

Visualizzazioni: 67

Domenica 12 novembre in Italia si celebra la Giornata Nazionale del Ringraziamento. Si tratta di un appuntamento particolarmente sentito anche nelle nostre parrocchie. A livello provinciale, nella porzione alessandrina della Diocesi, la Giornata si terrà domenica 19 novembre a Castelnuovo Scrivia.

DI MARCO REZZANI

“L’insegnamento biblico suggerisce il principio della fraternità quale paradigma capace di illuminare ogni attività umana, agricoltura compresa: il mandato di coltivare e custodire la terra coinvolge l’umanità a livello personale, familiare e in ogni forma di collaborazione con gli altri”. Lo ricorda la Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace della Conferenza Episcopale Italiana, nel messaggio, intitolato Lo stile cooperativo per lo sviluppo dell’agricoltura per la 73ª Giornata Nazionale del Ringraziamento che si celebra il 12 novembre. Nell’enciclica Fratelli tutti, ricordano i vescovi, “Papa Francesco non solo rilegge la parabola del Buon Samaritano per aiutarci a riscoprire il senso dell’essere fratelli, ma muove dalla domanda rivolta a Caino ‘Dov’è Abele, tuo fratello?’ per aiutarci a ‘raccogliere uno sfondo di secoli’ in cui la Parola ci invita alla fraternità e ci abilita ‘a creare una cultura diversa, che orienti a superare le inimicizie e a prenderci cura gli uni degli altri’ (Fratelli tutti, n. 57)”. Anche nell’esperienza del lavoro “siamo chiamati a creare quello stile che non ci fa sentire concorrenti, ma fratelli, così come ad esempio ha fatto san Paolo con Aquila e Priscilla: erano fabbricanti di tende, uniti dalla stessa fede, e a Corinto vanno a stare nella stessa abitazione, ottimizzando certamente anche la loro attività”, evidenziano i vescovi. Per la Cei, “lo stile cooperativo propone un modello d’impresa nel quale la comunità è un bene per tutti, così come suggerisce la Dottrina sociale della Chiesa”: “I componenti dell’impresa devono essere consapevoli che la comunità nella quale operano rappresenta un bene per tutti e non una struttura che permette di soddisfare esclusivamente gli interessi personali di qualcuno. Solo tale consapevolezza permette di giungere alla costruzione di un’economia veramente al servizio dell’uomo e di elaborare un progetto di reale cooperazione tra le parti sociali. Un esempio molto importante e significativo nella direzione indicata proviene dall’attività che può riferirsi alle imprese cooperative, alle piccole e medie imprese, alle aziende artigianali e a quelle agricole a dimensione familiare”. “Le semplificazioni di un’economia che vede tutto come competizione hanno portato talvolta a pensare che esista solo il modello di impresa privato contrapposto a quello pubblico. Nel nostro Paese l’agricoltura familiare ha conosciuto un boom nel secondo dopoguerra grazie alla riforma agraria, portando i lavoratori, soprattutto in alcuni territori, a sentirsi corresponsabili dello sviluppo economico che ha favorito tutti, non poche volte scegliendo di mettere in atto lo stile cooperativo”. Lo sottolinea ancora la Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace della Cei nel messaggio, chiarendo che “anche grazie al contributo del mondo cattolico, tale stile è divenuto una componente fondamentale del sistema produttivo e di primaria importanza per l’agroalimentare italiano”. “Certo – osservano i vescovi – non sono mancati problemi, soprattutto quando alcuni hanno utilizzato per il proprio profitto l’impresa cooperativa, e non hanno riconosciuto i diritti fondamentali ai loro soci: la vera cooperazione non ha nulla a che vedere con lo sfruttamento lavorativo, bensì potrebbe essere un volano di inclusione di chi è più debole”. “Il principio della fraternità in agricoltura – si legge ancora nel documento della Conferenza Episcopale Italiana – è ancora più necessario nel contesto storico attuale, nel quale la cura condivisa del territorio, soprattutto di quello rurale come avveniva nel passato, può prevenire disastri idrogeologici e può facilitare un uso condiviso di beni come le risorse idriche, soprattutto nei periodi sempre più frequenti di siccità. Di fronte ai cambiamenti climatici, azioni condivise, sostenute anche dallo stile cooperativo, permettono di mettere in atto un’opera formativa che affronti insieme, superando ogni tentazione egoistica, i disagi sempre più frequenti causati dalle calamità naturali”. “La Giornata del ringraziamento – spiegano i vescovi – diventa occasione per lodare il Signore per il dono del fratello che condivide il nostro stesso lavoro, permettendo di vivere l’esperienza di comunità nell’attività agricola, non solo a livello familiare e aziendale, ma anche nello stile cooperativo”. “Siamo cooperatori nella creazione e, quindi, cooperiamo tra di noi. Impegniamoci a gestire l’acqua, la terra e l’energia in modo fraterno. – è l’invito dei vescovi italiani – Educhiamoci a condividere gli strumenti dell’agricoltura, a pensarci in connessione con la vocazione agricola dei territori, ad accogliere il lavoro come una chiamata a sfamare i popoli della terra”. Ricordando quanto Papa Francesco scrive nella Fratelli tutti, ossia che “nessuno si salva da solo” e “ci si può salvare unicamente insieme” (n. 32), la Cei conclude: “Non si tratta di un insegnamento valido solo per il tempo della pandemia, ma è un’acquisizione di cui dovremmo fare sempre tesoro. È un’opportunità per sentirci corresponsabili del mandato di prenderci cura della casa comune ed essere custodi dei nostri fratelli”. Per Coldiretti l’agricoltura è un’attività umana che assicura la produzione di beni primari ed è sorgente di grandi valori: la dignità e la creatività delle persone, la possibilità di una cooperazione fruttuosa, di una fraternità accogliente, il legame sociale che si crea tra i lavoratori. La Giornata del Ringraziamento è oggi più che mai un invito a sostenere questa attività produttiva in un tempo segnato dalla guerra e da tante diseguaglianze sociali, un’occasione importante per meditare sui problemi che il mondo rurale sta vivendo, acuiti dal protrarsi degli effetti dei conflitti bellici, di una crisi climatica, economica e finanziaria di portata mondiale dove diventa fondamentale una maggiore attenzione all’ambiente.

Commenti: 0

Il tuo indirizzo mail non sarà reso pubblico. I campi obbligatori sono segnati con *