Io so, che tu sai, che io so

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di SILVIA MALASPINA E CAROLINA MANGIAROTTI

L’estate, le temperature roventi e il tempo delle ferie portano da sempre con sé l’aspirazione alla leggerezza: si mira ad abbandonare i fardelli di ansie e preoccupazioni che ci accompagnano durante la maggior parte dell’anno per dedicarci esclusivamente a ciò che procura benessere.

Funziona così anche per le notizie: impera il desiderio di leggere o ascoltare solo buone notizie o, quanto meno, notizie non impegnative. In un passato recente, quando i giornali erano disponibili in modalità esclusivamente cartacea, esistevano le letture “da ombrellone”: insospettabili professionisti con pancetta e stempiatura d’ordinanza, unti di crema solare come triglie da infornare, si dilettavano con rotocalchi di gossip di cui, al di sotto dei 25 gradi, avrebbero giurato persino sotto tortura di ignorare l’esistenza.

Nella nostra era internettiana qualunque fatto è divulgato in tempo reale, diventando di dominio non solo pubblico, ma universale, cosicché un’ordinaria storia di tradimento e di rottura di una coppia diventa mediatica. Con un colpo di coda inaspettato, l’estate 2023 ha spostato l’attenzione dai rocamboleschi affaires amorosi dei soliti noti all’annuncio, dato con luciferina freddezza durante la festa prenuziale, con il quale l’avvocato, fino a oggi sconosciuto ai più, Massimo Segre, ha dichiarato coram populo, cioè tutta la “Torino bene”, la separazione dalla presunta (a detta di lui) plurifedifraga fidanzata Cristina Seymandi. Un invitato, non si sa se su istigazione dell’avvocato o di sua sponte, ha girato il video dell’annuncio e lo ha postato in Rete: inutile aggiungere che è diventato virale in poche ore.

«Non si diceva “torinese falso e cortese”? L’avvocato ha toccato il fondo! Sarà stato furioso per essere stato tradito, ma vendicarsi così, durante la festa di fidanzamento! Che brutta figura: non poteva fare tutto in privato?»

«Concordo: una vera caduta di stile, anche se devo ammettere che la Seymandi, perfettina, biondocrinita senza ombra di ricrescita o di doppie punte, forse ritoccata così a regola d’arte da sembrare bella al naturale, non riscuote le mie simpatie. Al di là della deplorevole esternazione, la mia solidarietà va al povero Segre che pare sia stato doppiamente deluso: sembra che dal suo conto manchino 700 mila euro e che si arriverà in Tribunale»

«La notizia è stata ripresa anche dai quotidiani nazionali. Una cosa positiva, però, c’è: hai presente quelle signore che si atteggiano a intellettuali e in casi come questo dicono: “Ah, sì, mi pare di aver letto la notizia mentre avevo in posa la tinta dalla parrucchiera”?

Be’, adesso, grazie al rimbalzo continuo su Internet, gli intellettualoidi non possono affermare, quasi schifati di fronte a chi ne parla, di non sapere!»

silviamalaspina@libero.it

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