Silvia Malaspina

E vissero felici e contenti

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di Silvia Malaspina

Questa era la chiosa alle favole che hanno accompagnato la nostra infanzia: la leggiadra fanciulla, in genere povera o addormentata o vittima di un maleficio, dopo mille peripezie, riusciva a convolare alle agognate nozze con il principe azzurro: insieme galoppavano al tramonto verso uno splendido maniero e la faccenda finiva lì. Oggi anche le favole si sono aggiornate e non ci sono più le principesse di una volta: proprio in questi giorni una vera principessa, Mako, nipote trentenne dell’imperatore del Giappone Naruhito, si è sposata con il fidanzato, borghese e senza una goccia di sangue blu, Kei Komuro

Per queste nozze Mako ha condotto una lenta, lunga e implacabile battaglia contro le millenarie tradizioni dell’Impero del Sol Levante: l’amore con Kei sbocciò infatti nel 2014 e fu da subito osteggiato da tutta la famiglia reale che, forse non paga degli effetti devastanti che il granitico cerimoniale di corte e le costanti recriminazioni per il mancato arrivo dell’erede maschio ebbero sull’eternamente depressa imperatrice Masako, mirava a eleggere un’ulteriore vittima sacrificale.

La situazione è stata particolarmente difficile per Mako: alla inscalfibile contrarietà al matrimonio da parte dei blasonati consanguinei, si è aggiunto anche il sospetto che il fidanzato potesse essere un astuto cacciatore di dote, visti i guai finanziari passati dalla di lui madre. Alla fine, però, come nelle favole, l’amore ha trionfato: Mako e Kei hanno detto «s», anche se all’insegna dell’understatement: niente carrozza, niente bianchi destrieri, niente campane a distesa, niente spumeggiante abito immacolato per la sposa, niente folla festante. La cerimonia, blindata e riservatissima, si è svolta nel municipio di Tokyo e ha sancito ufficialmente la rinuncia da parte di Mako a ogni privilegio e titolo imperiale, oltre che a una milionaria buona uscita. I coniugi Kei hanno poi rilasciato un comunicato stampa, più significativo di qualunque pomposo rituale nuziale: «Abbiamo solo una vita e vogliamo trascorrerla con la persona che amiamo».

Come non nutrire simpatia per questa coppia e in particolare per l’indomita Mako che, forse seguendo l’antico adagio gutta cavat lapidem, da buon topolino ha gradualmente rosicchiato i fianchi di una montagna che pareva inespugnabile e si è meritata sul campo e non per scontata ereditarietà la corona di moderna principessa dei sentimenti? Vero che il futuro che l’attende non è propriamente all’insegna di “due cuori e una capanna”, visto che si trasferirà a Manhattan, dove il marito lavora in un prestigioso studio legale, ma resta comunque un lampante esempio di autodeterminazione femminile.

A lei e a tutte le principesse del quotidiano, che combattono a vario titolo per la propria affermazione da stili di vita preconfezionati e imposti, gli auguri per vivere felici e contente!

silviamalaspina@libero.it

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