Il proemio perduto

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di SILVIA MALASPINA E CAROLINA MANGIAROTTI

Archiviate le ferie tardo estive, nel pieno della “saudade” ellenica, vogliamo allontanare lo spettro delle brume autunnali, ricordando un episodio, a prima vista irrisorio, ma che la dice lunga su quanto, in termini generali, sia cambiata la sensibilità nei confronti della cultura classica. Atterrate in suolo greco e dovendoci districare tra le varie linee della metropolitana per arrivare in centro dall’aeroporto, sono iniziate le geremiadi: «Non incominciare, al tuo solito, a sforzarti per leggere le indicazioni in greco: ci sono le scritte anche in inglese, quindi è inutile che sfoggi di sapere alfa, beta, gamma ecc..» «Nessuno sfoggio, è che mi viene naturale e poi, scusa, ho ancora gli incubi di quei paradigmi greci irregolari lunghi una riga e mezza che mi hanno inflitto le pene dell’inferno e lasciato traumi indelebili, quindi mi vorrai lasciare questa soddisfazione?» «Me lo immagino: questa vacanza sarà un delirio! Mi sembra già di sentirti: “Questo l’ho studiato, questo l’ho visto quando sono venuta ad Atene ai tempi dell’università” e via dicendo … non si può andare in giro con voi due: tu “sbarelli” con le antichità, mentre due anni fa a Siviglia papà sfoderava i frutti del suo Erasmus in Spagna con gli oriundi (chiedeva indicazioni a chiunque: “Una pregunta, por favor”), e poi si sentiva rispondere: “Ah, ma tu sei tedesco!”. La prossima volta andiamo in vacanza in Russia e state schissi!» «Facciamo così: prenotiamo la visita guidata all’Acropoli e al Partenone: ci sarà una persona che spiegherà e non avrai lamentele da esporre.» Ma il fato aveva comunque prestabilito che la salita all’Acropoli avrebbe comportato un rinverdimento di ricordi lontani: «Voglio assolutamente ricomprarmi quella bellissima maglietta che acquistai qui nel 1992, con stampato il proemio dell’Odissea. Dev’essere andata persa nei vari traslochi, non l’ho mai più ritrovata. Entro in tutti i negozietti finché non la ritrovo simile!» «Siamo a posto! Pure la maglietta con le scritte in greco! Ho sempre pensato che voi che avete fatto il Classico non siate tanto a posto…». Ancora il fato, malevolo, aveva deciso diversamente: «Non è possibile! Non esistono più magliette con passi dei poemi Omerici, solo con orribili riproduzioni del Partenone o di improbabili personaggi mitologici con elmi e scudi. Che delusione!» «Si vede che i proemi non vanno più di moda: chi vuoi che si compri una t-shirt con versi in greco antico? » Nel corso dei dieci giorni seguenti la ricerca è stata ripresa nelle varie località nelle quali siamo state ma senza positivi riscontri: «Guarda, ti ho trovato una maglietta con il π e il suo valore, accontentati!» «No, grazie, sono allergica ai simboli matematici, preferisco restare con il rimpianto del “mio” proemio: Ἄνδρα μοι ἔννεπε, Μοῦσα, πο- λύτροπον, ὃς μάλα πολλά πλάγχθη…»

silviamalaspina@libero.it

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