Insieme per Kanyinya in Burundi

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L’iniziativa che il Centro missionario Diocesano propone per la “Quaresima di Fraternità” 2019

ha per tutti noi un particolare significato

La nostra diocesi riscopre i grandi legami della sua storia missionaria e decide di aggiungere nuove pietre alla grande costruzione dei rapporti di cooperazione tra le Chiese; e questa volta – ancora una volta – il Burundi chiama Tortona. Rivive nella memoria quell’autentico dono di grazia che è stata Murayi, mai dimenticata nel cuore e nelle opere. Per tanti questo nome è un ricordo immediato di grandi momenti in cui la nostra gente ha investito molto: viaggi, affetti, opere, ricordi personali. Ha dato e ha ricevuto molto, nella gioia e nel dono di sé.

Ora è la volta di Kanyinya.

Attualmente Kanyinya è legata alla Parrocchia madre di Murayi che in modo affettuoso è ancora annoverata la 314^ Parrocchia della nostra Diocesi.

Nell’estate del 2018 ha avuto la gioia e l’onore di una visita del nostro vescovo mons. Vittorio Viola che con un bel gruppo di giovani ha vissuto un’esperienza missionaria organizzata in collaborazione con il Centro Missionario Diocesano, con la pastorale giovanile e l’associazione “Ascolta l’Africa”.

Kanyinya per la diocesi di Gitega è considerata un posto “venerabile”.

I primi missionari, nella seconda metà del XIX secolo facendo strada verso l’ovest per fondare la missione di Buhonga, che dista 12 kilometri dalla capitale Bujumbura, ci passavano la notte. Questa località è a circa una giornata di cammino dalla missione di Mugera fondata dai Padri Bianchi nel 1899. Ma Kanyinya non era solo luogo per dormire, era anche luogo dove i missionari celebravano l’Eucaristia: ben presato la popolazione, diventata cristiana, partecipava numerosa, con l’immancabile folla di bambini.

Con il trascorrere del tempo questo piccolo villaggio era diventato un luogo significativo, quasi sacro, proprio perché luogo della presenza dei primi missionari per la preziosa e impegnativa – qualche volta ostacolata – opera di evangelizzazione. La diocesi di Gitega – come tutto il Burundi – ha sempre nutrito per Kanyinya molta considerazione e affetto.

È una succursale che ha conosciuto e beneficiato dell’impegno missionario di ben 3 sacerdoti tortonesi “fidei donum” che si sono succeduti nell’arco di oltre 30 anni. Don Alfredo Ferrari all’inizio nel 1972 per quasi 20 anni; don Livio Vercesi per 5 anni, don Gianni Menig per quasi un decennio. Con loro e grazie ad un autentico stuolo di amici, volontari, laici, sacerdoti, famiglie, benefattori, giovani, la missione di Murayi e di Kanyinya hanno compiuto progressi significativi.

Il filo della provvidenza non si è mai interrotto.

Nell’incontro avuto col nostro vescovo, Mons. Simone Ntamwana, vescovo di Gitega, manifestava il desiderio di erigere la sede di Kanyinya a parrocchia autonoma. E sulla testimonianza della lunga e significativa esperienza di cooperazione con la diocesi di Tortona, chiedeva a mons. Viola un aiuto fraterno e concreto; cioè la costruzione della casa parrocchiale. Questo permetterà di dare a quella numerosa popolazione (più di 25.000 fedeli) la presenza di sacerdoti parroci residenti e migliorare la pastorale della zona e garantire una presenza sacerdotale permanente. Nello stesso tempo permetterà di ridurre il vastissimo territorio della parrocchia di Murayi. E poi, con l’aiuto della Provvidenza, da cosa nascerà cosa; come si è verificato circa cinquant’anni fa con Murayi, autentico miracolo di generosità, di spirito di servizio, di collaborazione interdiocesana.

Per la Quaresima appena iniziata il nostro vescovo, che ben conosce quei luoghi e le realizzazioni fin qui fatte, propone dunque un progetto importante ed impegnativo: la costruzione della casa parrocchiale.

La nostra diocesi viene così coinvolta, un’altra volta, e con la sua disponibilità non mancherà certamente di farsi storia sacra, che darà modo di realizzare un progetto che la Provvidenza ben conosce e nelle cui mani diventiamo – noi chiesa di Tortona – strumenti preziosi. Il futuro sarà occasione di altri sentimenti, di altri incontri, di altre collaborazioni.

Dino Savio

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