In visita da “DG”

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Mons. Marini ha accolto il gruppo Cresimandi genovesi

TORTONA – Martedì 3 maggio un gruppo formato da 24 ragazzi cresimandi proveniente dalla parrocchia del quartiere Castelletto di Genova è venuto a trovare Monsignor Guido Marini. Ad accompagnarli le due catechiste.

Monica Marini, una delle due, ha raccontato al Popolo la “gita fuori diocesi”.

Abbiamo pensato a una gita fuori porta, a una specie di pellegrinaggio pomeridiano, sicure di centrare il bersaglio: hanno conosciuto Mons. Guido Marini – “DG” per noi amici di Genova – certi che avrebbe saputo accendere i loro cuori e invocare su di loro lo Spirito Santo! Dopo una giocosa e allegra oretta di treno, in un attimo ci siamo ritrovati nella bella piazza del Duomo e ci siamo recati subito in chiesa, perché sapevamo che c’era l’Adorazione eucaristica.

In ginocchio abbiamo pregato per il vescovo (era il regalo che gli abbiamo portato) e per la Cresima imminente, abbiamo anche conosciuto la signora Giuseppina, che sembrava essere molto in confidenza con Gesù, la quale ci ha detto parole gentili. Mons. Marini ci ha accolto nelle stanze ampie e ricche di storia dove i ragazzi si sono presentati uno a uno. Con il naso all’insù, abbiamo ammirato san Marziano, il susseguirsi di tondi con le figure dei Vescovi predecessori, il pianoforte di Perosi, Don Orione… ma nulla ha impedito ai ragazzi di scovare una coppa piena di caramelle e di servirsene con gioia. Una volta accomodati in cappella, il vescovo ha attirato l’attenzione dei ragazzi con una catechesi fatta di immagini suggestive e di storie, che hanno colpito il cuore dei ragazzi, i quali, pur molto vivaci, sono stati eccezionalmente attenti e si sono lasciati coinvolgere. Hanno capito che lo Spirito Santo che riceveranno vorrà loro bene per sempre e “non li mollerà mai”, che parla il linguaggio dell’amore e perciò declina il verbo essere al contrario: «Egli è, tu sei e – per ultimo – io sono».

Lo Spirito Santo “fa quello che può”, quello che noi Gli permettiamo di fare, ma se noi diventiamo “conchiglie” conserveremo per sempre quel rumore di mare e chi si avvicinerà a noi sentirà che c’è “Qualcuno” di bello da incontrare. Il nostro viaggio di ritorno è stato veloce e pieno di aspettativa per l’appuntamento di fine maggio. Quel giorno all’Offertorio porteremo anche una conchiglia e ne spiegheremo il significato con le parole del vescovo.

Grazie DG!

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