In festa per gli 80 anni del Card. Bagnasco

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GENOVA – Ha compiuto 80 anni lo scorso 14 gennaio e ha festeggiato in famiglia, come ha lui stesso sottolineato, presiedendo la S. Messa nella Cappella del Seminario Arcivescovile. Il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo eme- rito di Genova, ha ripercorso le tappe della sua vita condividendo- ne i ricordi più salienti nell’omelia pronunciata di fronte all’Arcivescovo Mons. Marco Tasca, ad alcuni vescovi delle diocesi liguri e genovesi, tra cui quello di Tortona Mons. Guido Marini, circa 80 sacerdoti concelebranti e i seminaristi. Il ricordo della sua famiglia di origine, i genitori Rosa e Alfredo, che ha definito, con la sorella maggiore Anna, “persone semplici, laboriose e cristiane”; l’episodio della dolorosa vicenda della galleria delle Grazie – nel novembre 1942 con la mamma incinta di lui – in cui persero la vita decine di persone, mentre, proprio perché la mamma si rifiutò di andarsi a rifugiare nella galleria, loro ebbero la vita salva: «i miei genitori mi dissero che in quel pericolo mi affidarono alla Santa Vergine. E la Madonna mi ha sempre, sensibilmente accompagnato come stella che orienta, presenza che sostiene e consola». Nato a Pontevico, in provincia di Brescia, dove la famiglia era sfollata per la guerra, il Cardinale Bagnasco è però genovese “doc”. Dapprima Vescovo di Pesaro, poi dal 2003 Ordinario Militare per l’Italia; nominato Arcivescovo di Genova da Benedetto XVI il 29 agosto 2006 lo è rimasto per 14 anni anni. Dal 2007 è stato inoltre presidente della CEI. L’8 ottobre 2016 è stato eletto presidente del Consiglio delle conferenze dei Vescovi d’Europa, in- carico mantenuto fino al 25 settembre 2021. «In Italia, in Europa e oltre – ha detto – ho avuto la grazia di andare nel nome di Gesù e per mandato della Santa Chiesa.

A tutti sono debitore, consapevole dei miei limiti e peccati, e tutti porto davanti a Dio. A chi avessi fatto torto chiedo perdono».

Una vita nella Chiesa e per la Chiesa, una vita da Pastore in mezzo alla gente, un Vescovo che ancora una volta ha riservato anche in questa occasione la propria attenzione ai confratelli sacerdoti. «In questo tempo nel quale vi è una certa contrazione delle vocazioni e del Clero – ha sottolinea- to – sono convinto che sia racchiusa una triplice grazia. La prima riguarda i Pastori: siamo chiamati noi per primi a riscoprire la bellezza del nostro Sacerdozio.

La seconda grazia riguarda il popolo di Dio: anch’esso ha bisogno di riscoprire la preziosità unica del Sacerdote, la grazia della sua presenza. Infine tutti – Clero e Laici – dobbiamo crescere nella fiducia verso il futuro: avere timore per il domani può essere umano, ma può anche esprimere sfiducia verso Cristo». Ha poi paragonato la figura del sacerdote al campanile, perché «ovunque – nelle città co-me nei borghi più sperduti dei monti, delle pianure e delle coste – le case si stringono attorno alla loro chiesa, e su tutti svetta il campanile che mi ricorda la missione di ogni Pastore». Come il campanile, il sacerdote deve essere visibile e riconoscibile non solo per i credenti ma per tutti; come il campanile che che suona l’Angelus all’inizio, nel mezzo e al termine del giorno, anche il sacerdote attraversa la storia in qualunque stagione. All’inizio della celebrazione, Mons. Tasca ha ringraziato il cardinale «per la forza e per il coraggio che sta ancora donando alla Chiesa di Genova e alla Chiesa universale. Il Signore continui a benedirla e a guidarla».

Il 7 febbraio, alle ore 18, in Cattedrale a Genova ci sarà la S. Messa presieduta dal Card. Bagnasco occasione del 25° anniversario della sua ordinazione episcopale.

Michela De Leo

Il Cittadino

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